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Report calcio 2014 – Gli stadi si svuotano: un milione in meno di spettatori – FOTO & VIDEO

Report calcio 2014 – Gli stadi si svuotano: un milione in meno di spettatori – FOTO & VIDEO

ROMA – Oggi si fanno le pulci al calcio italiano per analizzare il suo stato di salute. Come ogni anno va in scena il Report Calcio alla presenza del Presidente della FIGC, Giancarlo Abete, il direttore generale Antonello Valentini, Emanuele Grasso, Partner Financial services di Pwc e Giulio Napolitano, componente…

di redazionecittaceleste

ROMA – Oggi si fanno le pulci al calcio italiano per analizzare il suo stato di salute. Come ogni anno va in scena il Report Calcio alla presenza del Presidente della FIGC, Giancarlo Abete, il direttore generale Antonello Valentini, Emanuele Grasso, Partner Financial services di Pwc e Giulio Napolitano, componente del comitato Direttivo dell’ Arel. Ci sono subito dei dati interessanti che balzano agli occhi, è diminuita l’affluenza allo stadio da parte dei tifosi italiani -6,4% passando dai 13,2 milioni del campionato 2011-2012 ai 12,3 milioni del 2012-2013, con una perdita complessiva di quasi un milione di presenze. Di seguito gli interventi dei relatori dell’evento.

Malagò presidente del Coni: “ L’unificazione e parificazione dei mandati dei presidente di federazioni. Credo che su questo, se supera il 50% del monte ricavi della federazione stessa, il calcio con tutte le sue problematiche è tutt’ora il movimento che tra i 6 e 16 anni vanta un quarto dei tesserati dell’intero movimento sportivo italiano, in questa dinamica c’è una grande percentuale, nello specifico non ci scostiamo molto perchè siamo uno su cinque. Abbiamo nel calcio 1,1 milioni di praticanti in tutta Europa. Devono essere numeri che possono consentire di migliorarsi. E’ un tema di grande riflessione, se migliora il calcio, migliora tutto il sistema sportivo italiano. Lo Stato da 411 milioni, solo la Serie A determina solo 1 miliardo di ricavi per il sistema erariale del Paese. Ci deve essere una forte attenzione su quello che è il codice di una normativa, dobbiamo migliorare su quella indecente percentuale circa 8%, tra poco arriveremo a zero, dell’affluenza dei tifosi allo stadio. Forse perchè i diritti televisivi sono lievitati, dobbiamo andare dove stanno gli altri. E’ colpa degli stadi e sopratutto degli stadi. La componente degli impianti che esistono, senza che nessuno si offende, lo facciamo diventare il campionato più intrigante del mondo, non mi sembra questa lotta all’arma bianca. Consolidi il primo e secondo posto, si è creato un gap molto importante, non favorisce chi vuole andare a vedere le partite. Ad esempio lo stadio della Roma, pur essendo un progetto a sé se non si fosse stata la legge non avrebbe avuto una legge ad hoc non sapeva quando poteva iniziare e finire i lavori, lo stesso per Ghirardi che sta lavorando con il Comune di Parma per ristrutturare la zona del Tardini. Se ci avessimo pensato 20 anni, forse l’ammortamento poteva essere fatto qui, ecco dove arriva la legge e dove ti consente di arrivare la legge. Questo Report ci permette di parlare del momento del calcio in maniera molto approfondita e accurata.

Emanuele Grasso, Partner Financial services di PwC: “Direi che sono numeri molto caratterizzanti. Il rapporto in termini di numeri, abbiamo analizzato i bilanci di 111 società professionistiche di calcio, circa l’85% dei bilanci sono stati inseriti nel report. 16 squadre su 94, ha un risultato positivo. La Serie B, La Lega Pro si mantiene stabile. 2 miliardi e 700 milioni di ricavi. La parte negativa sta nel mix, il 38% derivano dai diritti tv il 20% dalle plusvalenze sulla cessione dei giocatori, siamo pari al 58%. Bisogna mettere in atto delle misure che possano rendere indipendente il sistema calcio. Diminuiscono del 3,9% i ricavi commerciali e una diminuzioni dei ricavi da stadio del 4,1%. La forbice si allarga in maniera esagerata, non è escluso che possa esserci una diminuzione della parte alta dei ricavi. Il costo della produzione è diminuito del 1,3 %. Non c’è un trend di investimento che sia cresciuto. La perita netta aggregata è del 20%. La diminuzione degl i spettatori è molto grave, abbiamo perso circa 6,4 % rispetto alla passata stagione con una perdita media di circa un milione di spettatori. Media dei ricavi dei club che passano dalla Europa League alla Champions League nella stagione successiva hanno un incremento medio di 39,3 milioni di euro. 2553 trasferimenti effettuati dai club di serie A in media negli ultimi anni, solo un terzo sono stati fatti a titolo oneroso, di cui l’84% in prestito da Serie A a leghe inferiori, soprattutto giovani che vengono trasferiti. L’età media dei calciatori italiani è pari a 27,4, la più alta dei top club europei.

Prof. Giulio Napolitano, presidente comitato scientifico Arel: “ E’ l’unico grande centro studi che si è occupato di sport anche a studi monografici e il calcio ai tempi dello spread. I dati che emergono anche quest’anno sono tutti molto significativi e stimolanti e pieni di luci, sulla capacità economica e produttiva della Federazione, della sua pressione fiscale. Mi preme sottolinearlo sul ruolo sociale, e di integrazione sociale. I numeri della partecipazione dei ragazzi al mondo del calcio sono impressionanti, anche sulla integrazione degli stranieri che vengono in Italia che trovano nel calcio il grande momento di integrazione anche più di quello che offre il sistema scolastico. Non possiamo porci la domanda se il calcio italiano è in declino che possa essere uno specchio del declino del nostro Paese. Ce li poniamo da diversi anni, se guardiamo ad alcuni risultati questo declino non lo avvertiamo se vediamo alla Nazionale che ci ha dato soddisfazioni negli ultimi anni, grazie ad un impegno artigianale, grazie a grandi calciatori che danno una mano al nostro sistema. Ognuno nel calcio si erge ad esperto commetterò anche io questo errore. La formazione, nei ragazzi migliori, con una prospettiva di medio periodo, è una iniziativa fondamentale. Il problema non è solo questo. A volte per superficialità, lo coltiviamo ciascuno di noi, per i grandi campioni stranieri, per i campioni stranieri che ci sia una goveranance da rivedere e la presenza negli stadi. Alcuni problemi sono troppo difficili da risolvere, ci sono elementi di riforma, dal formato della Lega Pro che si avvia ad una stagione di migliore sostenibilità. Valutare queste risorse è facile, però se mi passate questa considerazione, ma non possiamo porci il problema di come il Paese stia cambiando e così deve cambiare anche il calcio, il bicameralismo deve cambiare, non vorrei che prima avremo la riforma del Senato rispetto ai campionati. Più il calcio sia credibile nei processi di riforma più saranno forti nei coofronti degli Stati per richiedere cambiamenti dal punto di vista fiscale e dell’impiantistica. Fare meglio del nostro calcio che possa integrarsi con l’ Arte e la Cultura del nostro Paese, dobbiamo essere uniti per recuperare il gap dagli altri paesi che sono avanti rispetto a noi.”

Giancarlo Abete, Presidente della FIGC: “ Vogliamo dare una informazione a 360 gradi sul mondo del calcio. Mi hanno già sentito dire post Kazakistan, nel calcio le cose urgenti non sono importanti e le cose meno importanti sono urgenti. Nessuno se ne sarebbe accorto dal punto di vista di comunicazione, abbiamo la visione prosastica, che vive la realtà del calcio giocato e dei gruppi dirigenti. Le affrontiamo queste problematiche con tre chiavi di lettura, dobbiamo essere attenti i numeri assoluti e i trend, ma è un errore vivere i trend come il valore assoluto di questo sport. Altro fattore importante del Report, è la verifica del contesto e la comparazione internazionale. I trend sono importanti ne abbiamo parlato anche con il Prefetto Pansa, che permetti di intercettare le positività di questi trend. Abbiamo avuto un sussulto, in merito alle norme e allo stare insieme, abbiamo avuto una situazione più complessa, dopo l’uccisione di Raciti, ma dobbiamo stare attenti ad inversioni di rotta che vanno osservate. Abbiamo una difficoltà degli stadi enorme, che costituisce uno degli elementi che indica la diminuzione di presenze nello stato, ma siamo il quinto paese al Mondo come presenze allo stadio. Abbiamo una crescita degli spettatori in Serie A, ma è stata controbilanciata da una diminuzione della Lega B e dalla Lega Pro. La contribuzione che il calcio da al sistema Paese, dopo l’Inghilterra diamo maggiore contributo all’erario più di Francia e Germania. Non sembra sempre che facciamo una operazione di territorio, noi rappresentiamo una valorizzazione di contributo, di circa sei miliardi all’Erario, ma anche come raffronto negli altri paesi,molto meglio della Francia e della Spagna. Abbiamo recuperato 480 milioni, che sono poi diventatà 67/68, che solo il calcio professionistico ha dato al sistema Paese. Emerge la sofferenza strutturale della Lega B e della Lega Pro, va dato un riconosciemnto al presidnete Abodi e Macalli. Il nostro sistema professionistico scenderà a 102 società il prossimo anno, da quando sono stato insediato erano 142 società. Rimaniamo anche una dimensione importante. Per andare insieme verso una certa direzione, per dare una risposta a quelle che sono le risposte della società, sul versante del fatto che si vada verso una visione compatibile. Vogliamo raggiungere un’equilibrio costi ricavi, dobbiamo far prevalere l’oggettività dei problemi. Ci può mettere nella condizione di rallentare dei processi, spero che arrivi prima la riforma del Senato, piuttosto che la riforma dei campionati. Ma dobbiamo dire che il nostro mondo i costi se li è sempre pagati in prima persona. Noi come cittadini contribuiamo, non ho visto che la capitalizzazione di Jventus, Inter, Milan e Roma venga fatta dai tifosi, ma dall’imprenditore in prima persona. Sulla gestione dei club c’è tanto da dire, può essere fatta bene o male, senza dubbio dobbiamo prendere atto di alcune scelte strategiche: la crescita media della competitività internazionale è diminuita, dobbiamo valorizzare i nostri vivai che non possono prescindere sulla considerazione. I trasferimenti internazionali sono troppi. Non si può cambiare per cambiare, vediamo il caso dell’Atletico Madrid e del Borussia Dortmund che sono stati competitivi ai massimi livelli in Champions League, anche corrette gestioni possono migliorare il trend. Lega B e Lega Pro, aumentano i lgettito fiscale e previdenziale, è una situazione complessa. E c’è una dimensione dilettantistico giovanile, su 51000 giocatori stranieri che giocano in Italia, solo una minima parte sono professionisti. Ci può essere qualche errore, è la base del nostro movimento, la politica è stata scelta per migliorare il movimento dei dilettanti, nessun euro è stata data dalla Federazione alle squadre della serie A, anche l’Aia, ha i lrecord di presenze delle donne. Le nostre Nazionali, ringrazio Demetrio Albertini, presdente del Club Italia, con giocatori che sono delle società. Bisogna essere in tutto il Mondo, abbiamo avuto il 23% in più di partite giocate: i nostri giovani devono giocare di più, magari Prandelli convoca dei giocatori che fanno fatica a giocare in Italia, mentre alcuni giovani che giocano all’Estero da titolari in Italia facevano fatica a stare in panchina, dobbiamo avere una dimensione dove dobbbiamo farci carico dei nostri problemi. Il nostro rimane uno Statuto, abbiamo acquisito il diritto democratico, abbiamo ancora norme consociative e corporative nel rispetto delle diversità. I numeri rappresentano che rappresentano il nostro mondo che possono essere oggetto di critica e riflessione, deve dare tanto dal punto di vista comportamentale, non ha la volontà di prendere più di quello che ha. Ci prepariamo al Mondiale con la consapevolezza di averne vinti 4, è uan storia che va valorizzata, di quello che siamo. E’ una Nazionale del Paese, la Lombardia ha visto giocare più partite che nel Lazio, ha un audience di altissimo livello. A questa Nazionale siamo tutti affezionati, siamo in una realtà dove siamo noni nel ranking della Fifa, ma siamo stati sempre sulla porta principale, dobbiamo farci un’esame di coscienza che va snellita, ma rappresentiamo un Mondo che ha dato tanto a questo Paese, la mostra della Nazionale del 5 maggio, vuole essere un patrimonio che appartiene a tutti quanti noi. L’importante che la gente abbia un quadro di riferimento a livello mondiale.”

 

 

 


MALAGO’ REPORT 2014 di cittaceleste

 


ABETE REPORT CALCIO 2014 di cittaceleste

 

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