Roma, Olimpico sempre più vuoto. Chiusa anche i distinti Sud

Roma, Olimpico sempre più vuoto. Chiusa anche i distinti Sud

ROMA – Condannati i Distinti Sud, salvi i Distinti Nord. Così ha deciso il Giudice Sportivo. Questo il comunicato testuale della Lega che “delibera di sanzionare la società Roma con l’ammenda di € 80.000,00 e con l’obbligo di disputare una gara con il settore denominato “Distinti Sud” privo di spettatori”.…

ROMA – Condannati i Distinti Sud, salvi i Distinti Nord. Così ha deciso il Giudice Sportivo. Questo il comunicato testuale della Lega che “delibera di sanzionare la società Roma con l’ammenda di € 80.000,00 e con l’obbligo di disputare una gara con il settore denominato “Distinti Sud” privo di spettatori”. La gara in questione è ovviamente la prossima, quella contro l’Inter di Mazzarri.

TAPPE — Due giorni fa contro la Sampdoria i cori sono stati così udibili e reiterati che la chiusura del settore Distinti Sud, da parte del giudice Tosel, era inevitabile, così come il conseguente appello. Si salvano invece le due tribune, perché (applausi a parte) solo una minoranza si è unita a quelle esibizioni canore. La sensazione chiara, comunque, è che tutto l’Olimpico si sia disinteressato di eventuali sanzioni, da scontarsi il 1° marzo con l’Inter.

 

BRACCIO DI FERRO RINVIO — Discorso diverso per la sentenza da parte dell’Alta Corte del Coni. Innanzitutto sentenza «dimezzata», perché per metà già applicata (contro la Samp). Resta in ballo la chiusura ulteriore delle curve contro l’Inter, decisa per i cori di «discriminazione territoriale» ascoltati in occasione della semifinale d’andata di Coppa Italia contro il Napoli. La Corte, presieduta dall’ex ministro degli Esteri, Franco Frattini, sarebbe intenzionata a decidere subito, ma se la Figc – la cui Corte di Giustizia ha emesso la sentenza d’appello – ritenesse necessario studiare le motivazioni (dipenderà anche dalla loro lunghezza) del verdetto sfruttando la finestra prevista di cinque giorni, il pronunciamento slitterebbe a venerdì, anche se la Roma si opporrà considerandolo uno sgarbo. Il club vorrebbe un cambiamento radicale della norma o in subordine l’annullamento della squalifica perché la giurisprudenza nota come i cori puniti siano solo quelli contro i napoletani. La terza via d’uscita, poi sarebbe rappresentata dallo scontare la squalifica nella manifestazione dove è avvenuta, cioè in Coppa Italia (nella prossima stagione) e non in campionato.

 

OLIMPICO RINNOVATO — Sulla eleganza o meno degli appelli (o della richiesta alla Prefettura, sabato, di permettere agli abbonati delle curve di andare nelle tribune), la società si difende dicendo di aver agito per evitare azioni di risarcimento danni da parte dei tifosi, ma qualcosa si muove. Dirigenti e funzionari, a taccuini chiusi, chiedono interventi più duri da parte della polizia, ma intanto si muovono autonomamente. Intanto giovedì ci sarà un vertice col Coni per studiare la divisione delle curve in 4 settori (una delle misure chiave della riforma che sta studiando la task force Ministero-istituzioni sportive) e potenziare le telecamere, consentendo così di evitare di colpire sempre meno gli innocenti. In ogni caso la proprietà Usa viene descritta sempre più sconcertata da queste vicende, anche perché la percezione che si ha all’estero è di razzismo «tout court», cioè quanto di peggio ci possa essere per fare business. Perciò diamo i titoli di coda a De Sanctis: «Purtroppo ci sono delle minoranze che penalizzano tutti. Se sappiamo che il gesto di uno penalizza tutti, bisognerebbe avere la responsabilità di smetterla con queste manifestazioni». Frase troppo poco «provocatoria», è ovvio, per piacere ad un calcio ammalato.

 

(fonte:gazzetta.it)

 

Cittaceleste.it

 
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