Sanchez come Salas, due destini che si uniscono

Sanchez come Salas, due destini che si uniscono

di FEDERICO TERENZI ROMA – “Siamo due destini, che vibrano vicini.” Così recita una famosa canzone italiana.Si, una vibrazione lunga quindici anni che ha collegato il destino di Marcelo Salas con quello di Alexis Sanchez, suo grande pupillo. Il calcio sa regalare delle storie straordinarie e delle favole che solo…

di FEDERICO TERENZI

ROMA – “Siamo due destini, che vibrano vicini.” Così recita una famosa canzone italiana.Si, una vibrazione lunga quindici anni che ha collegato il destino di Marcelo Salas con quello di Alexis Sanchez, suo grande pupillo. Il calcio sa regalare delle storie straordinarie e delle favole che solo uno sport come questo riesce a trasmettere ai propri tifosi. Era il 1998, il Matador incanta ai mondiali in Francia, rifila una doppietta all’ Italia e Cragnotti rimane stregato dal campione di Temuco, fresco pallone d’ Oro del Sudamerica e lo porta a Roma, pronto per fargli scrivere le pagine più importanti della storia la Lazio.

In amichevole il Cile batte l’ Inghilterra con un goal del Matador che è stato premiato proprio a Londra, durante la tentata vendetta dei Leoni nei confronti della Roja. Salas si è detto orgoglioso di ricevere questo premio e, trasformandosi in Profeta, ha battezzato il suo pupillo Alexis Sanchez che, prendendo la macchina del tempo, si è trasformato in un piccolo Matador, matando i leoni inglesi con una doppietta che ha il sapore della storia. Dopo 15 anni, il Cile riesce a battere l’ Inghilterra sempre a Wembley, stesso stadio e stessa storia. Gli occhi di Marcelo brillano al cospetto del sue erede. Può finalmente abdicare e dare lo scettro al Nino Maravilla, questo è calcio.

Cittaceleste.it

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