VARSAVIA – Per i “10” già condannati, se ne riparlerà lunedì. Ogni ragazzo avrà un proprio legale.

VARSAVIA – Per i “10” già condannati, se ne riparlerà lunedì. Ogni ragazzo avrà un proprio legale.

AGGIORNAMENTO 15:02 – Continua l’incubo di Varsavia. Nella giornata di ieri, il giudice ha respinto le istanze di scarcerazione per i ragazzi condannati per direttisima. Oggi, non ci sarà nessuna nuova valutazione dei casi, se ne riparlerà infatti lunedì. Dopo questa decisione da parte del giudice, ogni ragazzo si è…

AGGIORNAMENTO 15:02 – Continua l’incubo di Varsavia. Nella giornata di ieri, il giudice ha respinto le istanze di scarcerazione per i ragazzi condannati per direttisima. Oggi, non ci sarà nessuna nuova valutazione dei casi, se ne riparlerà infatti lunedì. Dopo questa decisione da parte del giudice, ogni ragazzo si è affidato ad un proprio avvocato. 

AGGIORNAMENTO 21:39  Nel corso della trasmissione “56 Lazio” è intervenuto Alessandro Coresi, portavoce dei parenti dei ragazzi rinchiusi nel carcere di Bialoleka: “Forse c’è uno spiraglio per questa serata, di intraprendere la strada per prendere un appartamento in affitto per far risiedere i ragazzi, nell’attesa che poi venga definita questa situazione. Ancora non ci sono certezze. Quello che sappiamo purtroppo, è che a questi ragazzi non è stato accettato la scarcerazione su cauzione. Non ci sono purtroppo grandi novità. C’è ancora difficoltà nel capire le vere pene dei vari ragazzi. Non abbiamo le carte ufficiali, i legali non hanno avuto pieno accesso a tutti gli atti. Questo ci fa fare supposizioni, facciamo richieste di scarcerazioni al buio, senza sapere con certezza i capi di imputazione. All’inizio di questa brutta storia – aggiunge Coresi – sono stato tre giorni senza sentire mio figlio. Gli avevano tolto il cellulare e non ho avuto modo di comunicare con lui. L’intervento dei giornalisti italiani qui in Polonia ci ha dato una mano. 

Nel corso del processo, anche i poliziotti hanno deposto a loro favore. Ma al momento la domanda è questa…Ma i nostri ragazzi quando escono?” 

Quale’è stato il comportamento delle istituzioni?:Beh, tramite un cellulare, abbiamo avuto la possibilità di ascoltare l’intervento dell’Onorevole Meloni e di due europarlamentari. Siamo stati grati di questa vicinanza. Poi, io sono stato un po’ il promotore di questo “comitato” dei genitori per smuovere le acque, contattando anche le istituzioni a Roma. Il Presidente del Consiglio Letta si vedeva che quando ha fatto la sua visita, che conosceva la situazione dei ragazzi. Però poi, ci sono state quelle scandalose dichiarazione del Ministro degli Interni Polacco”.

Chi sta pagando le spese legali? “Le stiamo pagando noi. Siamo andati a parlare con degli avvocati italiani che parlassero polacco per semplificare anche le cose. Il nostro legale sembra sufficientemente adeguato. E’ una persona in gamba”. 

“Tanta forza – conclude Coresi – mi è uscita anche perchè emotivamente ci siamo supportati. L’ultimo giorno abbiamo avuto disposizione anche una psicologa”.

AGGIORNAMENTO 15:42 Alessandro Marangoni, vice capo della Polizia italiana, a margine di un convegno a Montecitorio, “Contro la violenza. Riportare il calcio a misura d”uomo”, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito ai fatti di Varsavia: “I tifosi italiani in trasferta si comportano diversamente da quando seguono le partite in casa. Ai tifosi laziali a Varsavia è stata applicata la legge polacca, che è diversa dalla nostra: niente di più o di menoAllo stesso evento ha partecipato anche Roberto Massucci,vicepresidente dell’Osservatorio per le manifestazioni sportive del Viminale, che ha dichiaratoI ragazzi – ha ricordato il funzionario – si sono trovati in 200 all’Hard Rock Cafè, senza che nessuno degli organizzatori della trasferta avesse invitato a farlo. Tra di loro c’erano anche una ventina di ‘persone note’, di ‘daspati’. Ad un certo punto, secondo la ricostruzione, hanno cominciato ad attaccare la polizia che ha risposto. “Ricordo che la legge polacca prevede la punibilità anche per coloro che partecipano passivamente alla cosa“. Massucci ha aggiunto che la vicenda “è stata seguita dal governo ai massimi livelli. Io stesso sono andato a Varsavia per capire cosa era successo e cercare di indirizzare l’azione del governo. A memoria non ricordo che un premier sia mai intervenuto su un altro primo ministro per capire come risolvere una situazione. Detto questo, ho incontrato la polizia polacca, l’autorità giudiziaria, gli arresti e i genitori. Di questi, quasi tutti hanno cercato di giustificare il figlio, dicendo che era innocente, criticato la polizia polacca che è stata esagerata, e il governo italiano. Solo un genitore, un falegname – ha concluso Massucci – mi ha risposto: ‘quando torna a casa gli do tante di quelle botte…’. Ecco, ognuno tragga le giuste considerazioni da questo aneddoto.”

AGGIORNAMENTO 13:52  “Purtroppo si sono fatti dei passi indietro. Da quanto sembra, il giudice ha respinto le richieste di scarcerazione su cauzione perchè i ragazzi non hanno residenza in Polonia, faremo ricorso, ma naturalmente i tempi si allungheranno”. Così parla ai microfoni di Radiosei Alessandro Coresi, padre di uno dei ragazzi ancora nel carcere di Bialoleka: “Speriamo che tutti questo non si ripercuota sull’umore dei ragazzi che intanto era rinfrancati, come noi genitori del resto, dall’intervento delle istituzioni nei giorni precedenti. Mio figlio ha girato il mondo per la Lazio e le ultime parole che mi ha detto sono state “Papà, tirami fuori da qui…”.

AGGIORNAMENTO 12:57 Purtroppo non ci sono buone notizie da Varsavia. Il giudice ha respinto le prime richieste di scarcerazione. Motivazione principale? E’ che i ragazzi non sono residenti a Varsavia e quindi ci sono delle complicazioni per far tramutare la detenzione in un’uscita su cauzione.  Per gli altri 12 in attesa di giudizio, ci sarà l’incontro per il patteggiamento.  

 

AGGIORNAMENTO 10:12 L’attesa è finita, almeno così ci si augura. Da oggi dovrebbero partire le prime scarcerazioni per 6  tifosi biancocelesti rinchiusi a Bialoleka. Alle 10:30 sarà il turno di 2 ragazzi, poi alle 12:30 degli altri 4. La richiesta del procuratore è quella di commutare le pene in una sanzione pecuniaria di 1000 €. Giovedì e venerdì invece, potrebbero essere i giorni fortunati per gli altri 12. Anche loro saranno costretti ad accollarsi colpe non loro. Per loro si prevede una pena di 2 anni, 500 € di multa e 100 € in beneficenza, il tutto con la condizionale. Il divieto di tornare in Polonia e commettere altri reati. Per tutti e 22 il desiderio ora è solo uno. Mettere piede su un aereo in direzione Roma e tornare nelle loro case. L’incubo sta finendo. 

Cittaceleste.it

 

 

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