VERGOGNA POLACCA – Un tifoso: “Anche l’ispezione anale”

VERGOGNA POLACCA – Un tifoso: “Anche l’ispezione anale”

Roma, 4 dic – “Mi hanno fatto l’ispezione anale, come con i trafficanti di drogaà Chiedevo acqua dicendo ‘water, water!’, ma niente… hanno costretto un altro ragazzo a fare le flessioni, le ha fatte nudo. Ho capito cos’è il terrore”. Parla così David D., con le lacrime agli occhi, il…

Roma, 4 dic – “Mi hanno fatto l’ispezione anale, come con i trafficanti di drogaà Chiedevo acqua dicendo ‘water, water!’, ma niente… hanno costretto un altro ragazzo a fare le flessioni, le ha fatte nudo. Ho capito cos’è il terrore”. Parla così David D., con le lacrime agli occhi, il ventenne romano appena rientrato dalla Polonia, uno dei tifosi laziali che hanno fatto rientro a Roma, dopo la terribile esperienza del fermo preventivo, intervistato in esclusiva da IntelligoNews. Sono 23 quelli ancora in cella. “L’inferno, sì l’inferno è iniziato nel pomeriggio di giovedì 28 novembre, quando ci hanno fatto salire dopo quattro ore su dei furgoni. Io avevo paura, non riuscivo a salire su quello in cui mi volevano far entrare, gridavo che soffrivo di claustrofobia” ricorda David come gli altri ha subito poi un processo per direttissima: “Mi chiedevano se avevo moglie, figli a carico e immobili; erano interessati solo alla mia condizione economica”. Poi ha spiegato di vivere ancora sotto choc: “Stanotte mi sono svegliato urlando, mi sembrava di essere ancora in cella. Poi ho visto le mura di casa ed ho tirato un sospiro di sollievo”.

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