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2007 – 2014: Ssssette anni fa: Sssssette a uno.

2007 – 2014: Ssssette anni fa: Sssssette a uno.

ROMA – Ssssssette. Come Settantuno. Come Settantunesimo. Come Lulic. Oppure, come Sssssette a uno. Era il 10 Aprile del duemila e Ssssette. Ben Ssssette anni fa. Il telecronista di Sky Sport sottolineava in questo modo, in grassetto rosso come i Devils, la sonora sveglia subita da Totti e compagni. Era…

di redazionecittaceleste

ROMA – Ssssssette. Come Settantuno. Come Settantunesimo. Come Lulic. Oppure, come Sssssette a uno. Era il 10 Aprile del duemila e Ssssette. Ben Ssssette anni fa. Il telecronista di Sky Sport sottolineava in questo modo, in grassetto rosso come i Devils, la sonora sveglia subita da Totti e compagni. Era Manchester United-Roma, iniziata come una guerra, fomentata dai giornali italiani come la sfida del secolo e terminata a tarallucci e vino con Ferguson sorridente e soddisfatto, ripreso a firmare autografi addirittura prima della fine del match. Le sveglia del secolo, il record dei record, almeno in Champions, visto che all’armata dei Red Devils, per un solo gol, non riuscì di battere quel record tanto doloroso quanto pesante che vide la squadra giallorossa affondare negli ottavi di finale della Coppa dell’Europa Centrale – sabato 22 giugno 1935 – per 8 reti a zero contro il Ferencvaros. Carrick all’11’, Smith al 17’, Rooney al 19’, Ronaldo  al 44’ p.t.; Ronaldo  al 3’, Carrick  al 15’,  Evra  al 36’ s.t e tanta voglia di continuare. 

 

 

Tanto che qualche giocatore della Roma, come svelato da Cristiano Ronaldo qualche tempo dopo, implorò la squadra giudata da Sir Alex di fermarsi. “Quando eravamo sul 6-0 per noi – si legge nella ricostruzione del Daily Mirror riportata dalla Gazzetta il 2 ottobre del 2007 – un giocatore avversario mi si è avvicinato e mi ha pregato di smetterla di fare dribbling, mi ha quasi supplicato di farla finita. Ovviamente, non dirò chi è stato. Altri suoi compagni, invece, mi hanno chiesto di spostarmi sul lato opposto del campo, mentre c’è stato qualcuno, decisamente con meno senso dell’umorismo, che mi minacciò e mi disse che mi avrebbe fatto del male. So che stavano biecamente cercando di farmi spaventare, ma questi commenti non mi hanno scalfito minimamente, perché ho continuato a giocare nello stesso modo”.  Nel ‘700 Luc de Clapiers de Vauvenargues diceva che “Raramente ci consoliamo delle grandi umiliazioni – al massimo –  le dimentichiamo”. Certe cose però scoloriscono, ma non svaniscono. E lasciano ancora il segno. Quanno ve passa…

Rob.Mac. – Cittaceleste.it

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