BABBO NATALE A FORMELLO – A Novaretti un biglietto per il Messico, Vinicius apparso su Porta Portese

BABBO NATALE A FORMELLO – A Novaretti un biglietto per il Messico, Vinicius apparso su Porta Portese

di FEDERICO TERENZI Il Natale è arrivato ed è tempo di regali anche per i giocatori della Lazio. Dal sacco di Santa Claus, ne abbiamo tirato fuori uno per i giocatori più rappresentativi della rosa biancoceleste. MARCHETTI: Un bel paio di guanti nuovi e lenti a contatto più potenti. Rimani…

di FEDERICO TERENZI

Il Natale è arrivato ed è tempo di regali anche per i giocatori della Lazio. Dal sacco di Santa Claus, ne abbiamo tirato fuori uno per i giocatori più rappresentativi della rosa biancoceleste.

MARCHETTI: Un bel paio di guanti nuovi e lenti a contatto più potenti. Rimani sempre uno dei più forti, ma la punizione di Iturbe non era così imprendibile.

KONKO: Un bel carico di autostima. Le doti tecniche non si discutono, ma quando si fa male c’è sempre da farsi il segno della croce.

DIAS: Una cartolina del Brasile. Si perchè per riabbracciare la Madre Patria c’è ancora tempo, ora bisogna far uscire la Lazio dalle sabbie mobile.

BIAVA: Elisir di lunga vita. Una pozione magica che possa allungargli la carriera fino a 50 anni, con i suoi anticipi, la sua classe e le scivolate stile Nesta, resta senza dubbio il difensore dominante per eccellenza nella rosa della Lazio. La sua assenza si è fatta sentire eccome.

RADU: Una corazza da gladiatore. Lo spirito è sempre quello giusto, è un terzino affidabile e con grande spirito di sacrificio, romeno di origine ma romano a tutti gli effetti. Ci mette sempre la gamba e la faccia, come canta la Curva Nord, NON MOLLA MAI.

CANA: Una bella camomilla. Come temperamento e grinta non si discute, ma quando gli scatta la molla dentro commette dei falli anche banali, meglio da centrocampista che da difensore centrale, dove un errore lo puoi pagare a caro prezzo. Si è messo a disposizione del mister riadattandosi centrale di difesa come fa con l’ Albania, ma i risultati non sono stati del tutto soddisfacenti.

VINICIUS: Un giornale di Porta Portese. Sui vari annunci AAA Cercasi è apparsa la sua foto come anche nell’ ultima puntata di Chi l’Ha visto. Zero presenze in stagione per il giovane brasiliano, la ciliegina sulla torta di una campagna acquisti non all’altezza della situazione

CAVANDA: Un cubo di Rubrik. Magari rompendosi il capo su questa straordinaria invenzione, potrà trovare quella concentrazione giusta che smarrisce durante la partita. Doti fisiche eccellenti abbinati però ad una testa che spesso sbanda paurosamente, come le sue mimose al vento.

NOVARETTI: Un biglietto per il Messico solo andata. E’ stato dipinto come un difensore ottimo per gli anticipi e un valido sostituto per Biava. Fino a questo momento, sta deludendo le aspettative, accomodandosi spesso e volentieri in panchina, superato nelle gerarchie anche da Dias. Come poteva un difensore che ha giocato nel campionato messicano adattarsi a quello italiano?Alla dirigenza biancoceleste l’ardua sentenza.

LULIC: Un bagno di umiltà. Dopo il goal contro la Roma nella storica finale di Coppa Italia, pensava di campare di rendita, come gli cantano spesso i tifosi della Lazio quando lo vedono. E’ la copia sbiadita di quello che abbiamo ammirato nella passata stagione, misto ad una spocchia che in parte lo rende irriconoscibile, lui e Candreva erano gl stantuffi su cui Petkovic ha costruito le fortune della passata stagione.

LEDESMA: Il gioco Avanti un Altro. La dirigenza biancocoleste ha fatto di tutto per farlo fuori, prima con l’acquisto di Cana e poi quest’anno con quello di Biglia. Lui sta li, zitto e buono, lavora sul campo e a ritmi alterni riesce sempre a conquistarsi uno spazio. Vederlo correre appresso agli avversari è una cosa che non riusciamo a concepire, lui è la diga del centrocampo e, come tale, deve stare a schermo davanti alla difesa. La parte silente e operaia della Lazio

BIGLIA: Un bel dvd di Aspettando Godot. In questa opera tutti i protagonisti aspettano Godot, un personaggio che non arriva mai. L’ argentino, pagato profumatamente, fino a questo momento sta deludendo le attese, spesato in mezzo al centrocampo, non riesce ad imprimere il ritmo giusto alla squadra, la cui manovra risulta lenta come una tartaruga secolare.

ONAZI: Il dvd dell’ Ultimo dei moichani. Ha cambiato look il divoratore di angurie, la specialità di cui va matto, facendosi i capelli come un vero moicano. Ha due polmoni d’acciaio e, nonsotante il fisico, si impegna sempre al massimo, risente molto dell’ apatia che colpisce la squadra, a lui non si può chiedere certo di prendere in mano la squadra.

HERNANES: Un faro. Eh si, il gioco della Lazio passa tutto attraverso i suoi piedi.Se lui non c’è, la Lazio si spegne. Con un futuro tutto ancora da decifrare, rimane o va via, gli auguri che possa riaccendere la Lazio quanto prima. Profeta illuminaci con le tue magie.

CANDREVA: 10 minuti di allenamento sui calci d’angolo. Corre si danna sulla fascia come un forsennato, risulta ancora essere uno dei più positivi. Ma i calci d’angolo invece, non stanno dando la loro efficacia. Eppure potrebbero essere un’arma in più, soprattutto quando la manovra ed il gioco latitano.Non si possono vedere in serie A, tiri da fermo che non raggiungono neanche il centro dell’ area di rigore.

EDERSON: Una cartolina della Paideia. Sicuramente, da parte della clinica, ci saranno degli auguri speciali per lui, con tanto di cesto natalizio. Da quando è alla Lazio avrà passat più tempo li che in campo. Il sorriso non gli manca, ci credo con tutto quello che guadagna pur giocando con il contagocce, riderei anche io tutto il giorno. Ti auguro tutte le fortune del mondo, ma magari con un’ altra maglia. Accomodarsi all’uscita prego.

FELIPE ANDERSON: Un carico di autostima. Un investimento non indifferente per la Lazio, ha ammesso che il campionato iltaiano è molto difficile rispetto a quello brasiliano. I numeri non gli mancano, non ha fatto la preparazione stiva, è giovane. L’ augurio è che possa trovare sempre di più fiducia nei propri mezzi e maggiore cattiveria agonistica che un palcoscenico come la serie A richiede a gran voce.

KEITA: Una lettera ad Eto’o. La classe di questo ragazzo non si discute, lo ha dimostrato contro il Napoli ed anche in Coppa ha fatto il suo, senza dimenticare il goal a Parma. Ha avuto una discussione con Radu che gli è costata cara. Genio ribelle, titolare fisso da qui a fine stagione. Magari potrebbe convincere il suo amico Eto’o a tornare in Italia, bomber di razza di servirebbero come il pane. L’età è quella giusta, c’è “solo” da limare l’ingaggio, Lotito è un mastino in questo.

KLOSE: I miei primi quarant’anni. Un libro scritto da Carol Alt. Con l’augurio che tu possa rimanere alla Lazio ancora a lungo, magari fino a quarant’anni, il pescatore di goal dell’attacco biancoceleste, l’unico in grado di scardinare le difese avversarie.

FLOCCARI: Un biglietto di sola andata per la Turchia. La Lazio ci sta provando a cederlo, ti ricorderemo sempre per il goal contro la Juventus dello scorso anno in Coppa Italia e per la buona prolificità in Coppa Italia, ma la tua esperienza alla Lazio è giunta al capolinea.

PEREA: Una cassetta con tutti i goal di Cavani. Il direttore sportivo della Lazio ha ammesso che sarà il nuovo Cavani. Allora è il momento di cominciare a studiare i suoi movimenti. Fa un grande lavoro per la squadra, ma soffre quando deve giocare da solo li davanti. E’ ancora molto giovane, di strada ne pouò fare ancora tanta, ma non veniteci a dire che è una prima punta.

PETKOVIC: Le regole del braccio di ferro. Tanti auguri mister per la sua nuova avventura con la Svizzera e per aver regalato ai tifosi della Lazio una coppa Italia che ha il sapore della storia. Ma tanti auguri soprattutto per il match con il presidente Lotito sulla questione contratto, ne vedremo delle belle, c’ è da scommetterci.

Cittaceleste.it

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy