Ciani, una testata alle critiche

Ciani, una testata alle critiche

di FEDERICO TERENZI ROMA – Ciani, dove eravamo rimasti? Pioggia di critiche per lui al suo arrivo alla Lazio, sponsorizzato dal suo procuratore, Antonio Caliendo, lo stesso di Ederson che aveva assicurato all’ ambiente biancocelEste che sarebbe stato un grosso affare. Molti, nelle sue prime uscite lo hanno paragonato ad…

di FEDERICO TERENZI

ROMA – Ciani, dove eravamo rimasti? Pioggia di critiche per lui al suo arrivo alla Lazio, sponsorizzato dal suo procuratore, Antonio Caliendo, lo stesso di Ederson che aveva assicurato all’ ambiente biancocelEste che sarebbe stato un grosso affare. Molti, nelle sue prime uscite lo hanno paragonato ad un Diakitè, mastodontico come lui ma un pò impreciso ed irruento negli interventi. Ieri, nel mezzo della confusione di San Siro, si è trasformato da attaccante aggiunto e ha trasformato in goal, un cross al cioccolato di Candreva, scaraventando alle spalle di Gabriel una capocciata di rara potenza.

RABBIA- Dopo il goal ingoia quella maglietta, la morde, per scaricare tutto lo scetticismo intorno a lui e per gridare al mondo intero, “eccomi sono qua, mi metto a disposizione.” Poi, in questa Lazio molto lenta e abulica, segnare diventa quasi un toccasana.

SOLO GOAL PESANTI – Quando segna Ciani, non lo fa mai a caso, decide di farlo solo quando serve e può risultare decisivo. Lo scorso anno, nel cammino trionfale di Coppa Italia alzata in faccia ai dirimpettai giallorossi, è stato protagonista nel pareggio con il Siena arrivato all’ ultimo respiro grazie proprio ad una capocciata del centrale francese. La Lazio avrebbe vinto poi ai rigori, passando il turno e riscrivendo per sempre la storia del cammino della competizione.

MAL DI PANCIA – E pensare che quest’estate era sul piede di partenza, trovava poco spazio e fino all’ ultimo si era tentato di cederlo al Galatasaray nella trattativa che avrebbe dovuto portare Yilmaz in biancococeleste, ma poi non se ne è fatto nulla e il francese è rimasto nella Capitale.

L’INTESA PERFETTA – Ormai, viste le tante defezioni nel reparto arretrato, Vlado Petkovic gli ha consegnato le chiavi della difesa, lui a fare lo scolaretto alle prime armi, con Cana professore in cattedra, pronto a strigliarlo quando serve per farlo crescere ancora, qualora ce ne fosse bisogno, vista l’ altezza che supera abbondantemente il metro e novanta. L’ intesa con l’ albanese cresce di partita in partita. Non sarà così facile per Biava riconquistare il posto, la coppia è collaudata ed il mister di Sarajevo sembra sempre di più ergerla a titolare. Zitto zitto il francese ha ubriacato i comapagni di reparto offrendo loro del buon vino, rigorosamente Bordeaux. Adesso Mika è giunto il momento di prendere in mano la Lazio, difendere il posto e magari brindare alla prossima vittoria con le bollicine di uno champagne di annata.

Cittaceleste.it

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