Ecco perché la Lazio deve tifare Napoli in finale d’Europa League

Ecco perché la Lazio deve tifare Napoli in finale d’Europa League

ROMA – Benvenuti al centro-sud. Colpi di frecce, sorpassi e controsorpassi sull’autostrada del sole. E’ senz’altro più avvincente dello Scudetto – ormai assegnato da mesi all’ombra della Mole – questa corsa Champions, questo triangolo Roma-Lazio-Napoli tutt’altro che amoroso. Qui si fa l’Europa (che conta) o si muore, nel giro di…

ROMA – Benvenuti al centro-sud. Colpi di frecce, sorpassi e controsorpassi sull’autostrada del sole. E’ senz’altro più avvincente dello Scudetto – ormai assegnato da mesi all’ombra della Mole – questa corsa Champions, questo triangolo Roma-Lazio-Napoli tutt’altro che amoroso. Qui si fa l’Europa (che conta) o si muore, nel giro di cinque punti. Economicamente e fisicamente parlando, c’è una gran bella differenza fra secondo e terzo posto, fra qualificazione diretta (quasi 40 milioni) e preliminari Champions (preparazione anticipata). E non solo: fra le due litiganti della capitale, c’è il terzo partenopeo pronto a godere. O forse solo a fare il suo. Perché Benitez, insieme a Garcia, era partito con ben altre aspettative: argento e bronzo erano gli obiettivi minimi, il tricolore scippato alla Juve una missione possibile smentita dagli eventi. Gli uomini di Pioli sono gli intrusi in questa guerriglia: l’Europa League era il traguardo, il terzo posto sarebbe quindi un successo assoluto. Ma a Formello resta l’acquolina in bocca per lo sgambetto ai cugini giallorossi, pronti a cucirsi al petto il campionato quest’estate e ora invece sopra appena un punticino, dopo il passo falso biancoceleste a Bergamo. Ad assaggiare il bicchiere mezzo pieno, comunque un pari d’oro con l’Atalanta per mantenere il Napoli (in vantaggio nello scontro diretto dell’andata) a quattro lunghezze – e non tre – di distanza. Anche se l’ultima giornata sotto il Vesuvio potrebbe essere meno esplosiva, se Higuain (autentica bestia nera della Lazio) il 27 maggio dovesse alzare al cielo l’Europa League. A quel punto, anche quarto, il club di De Laurentiis arriverebbe in Champions. Dopo quattro giorni di sbornia, sarebbe davvero uno sgarbo inutile rovinare la festa a Lotito. E all’Italia, con quattro squadre di nuovo nell’Olimpo del calcio (Ilmessaggero). 

Cittaceleste.it

 

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