Ecco perché ora la Lazio è esplosa

Ecco perché ora la Lazio è esplosa

ROMA – Un processo di crescita richiede pazienza, prevede incidenti di percorso, serve tempo per cambiare mentalità e modo di giocare. La Lazio del girone d’andata piaceva, ma non aveva ancora trovato continuità di risultati. Oggi tiene il campo da grande squadra, è diventata devastante, sforna gol e soluzioni diverse…

ROMA – Un processo di crescita richiede pazienza, prevede incidenti di percorso, serve tempo per cambiare mentalità e modo di giocare. La Lazio del girone d’andata piaceva, ma non aveva ancora trovato continuità di risultati. Oggi tiene il campo da grande squadra, è diventata devastante, sforna gol e soluzioni diverse in ogni partita, ha aggiunto solidità alla difesa. Calcio totale perché Pioli, dopo aver trasmesso principi di gioco e trovato un assetto stabile, riesce a gestire e variare. Domina e attacca, imponendo la propria manovra offensiva. Governa il possesso palla, sa colpire attraverso le ripartenze, fa pressing alto oppure riesce ad aspettare sulla linea di centrocampo. Una squadra moderna, difficilmente resistibile. La Lazio è esplosa nel girone di ritorno, ha vinto cinque partite di fila nell’ultimo mese. Ci sono dei motivi precisi a spiegare la crescita di rendimento.

I colpi di Felipe. All’organizzazione di gioco, Pioli ha potuto aggiungere il genio brasiliano. L’ex gioiello del Santos è diventato la nuova star del campionato. Ha fabbricato gol e assist, griffando 14 sugli ultimi 22 gol realizzati dalla Lazio in serie A. Determinante. Decisivo con le sue accelerazioni. Il boom di Felipe ha sbloccato l’attacco, che nel girone di andata non riusciva a produrre in relazione al volume di gioco sviluppato. Il brasiliano ha portato tiro da fuori, scatti, imprevedibilità. Una scheggia impazzita calata in modo perfetto nel mosaico di Pioli, che predilige il movimento. Non vuole dare punti di riferimento alle difese avversarie. Felipe è perfetto per il suo gioco. Svaria sull’intero fronte offensivo.

 

 

Mauricio. La Lazio aveva sofferto l’emergenza difensiva non solo a causa dell’infortunio di Gentiletti. A gennaio De Vrij si era fermato per la fascite plantare, Pioli non aveva Ciani. Lotito e Tare erano stati criticati in passato per il mercato di gennaio. Questa volta meritano i complimenti per aver indovinato l’acquisto di Mauricio. Il brasiliano ex Sporting Lisbona era pronto e si è inserito in fretta. Soprattutto è un centrale veloce, feroce in marcatura. L’ideale da mettere in coppia con De Vrij. E’ diventato un titolare fisso e non è un caso se ora la difesa della Lazio soffre meno. Un solo gol al passivo nelle ultime cinque partite. Dentro c’è stato anche il buon rendimento del brasiliano.

Condizione fisica. La squadra di Pioli appare brillante, fresca, corre dal primo all’ultimo minuto, spesso vince nell’ultimo quarto d’ora. Il tecnico emiliano imposta una preparazione da “mantenere” per l’intera stagione. Nel girone d’andata era stato penalizzato da tanti infortuni muscolari, mai capitati in carriera. Nel 2015 si sono registrati soltanto infortuni di origine traumatica. Pioli, in collaborazione con lo staff medico, aveva cercato di studiare le cause. Una possibile era collegata all’alimentazione. E’ stata corretta la dieta, reintroducendo l’assunzione di carboidrati che erano stati molto limitati nei primi mesi della stagione. I giocatori faticavano di più a recuperare le energie fisiche dopo lo sforzo della partita. E se non recuperi bene, aumentano i rischi di problemi muscolari.

Niente Europa. Tra settembre e dicembre tre soste di campionato e gli impegni delle nazionali avevano ridotto la possibilità di allenarsi con continuità. Così, invece, non è accaduto tra dicembre e marzo. La Lazio negli ultimi due mesi ha cambiato passo e ha sfruttato il vantaggio di poter preparare una partita alla settimana. Niente impegni in Europa League. La squadra di Pioli si è potuta concentrare ed è arrivata freschissima ai confronti diretti con la Fiorentina e con il Torino, che diventavano fondamentali in un momento delicatissimo del campionato.

Tattica. Pioli ora gestisce l’organico, il pressing alto è diventato meno esasperato rispetto all’inizio del campionato, la Lazio riesce a controllare le partite senza esporsi e sapendo che prima o poi troverà il gol, anche in contropiede. Il tema di gioco può cambiare durante la partita. E’ successo con Fiorentina e Torino. Si attacca per trovare il vantaggio. Si sfruttano gli scatti e le accelerazioni di Candreva e Felipe Anderson per andare a chiudere il conto attraverso le ripartenze. Pioli ha trasferito una mentalità offensiva a una squadra piena di contropiedisti. (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

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