FOCUS – Da padre a “padre”. Lettera a Claudio Lotito

FOCUS – Da padre a “padre”. Lettera a Claudio Lotito

ROMA – Riceviamo e pubblichiamo, la lettera che Alessandro, lettore di Cittaceleste ha voluto indirizzare a Claudio Lotito, presidente della Lazio. “Egregio Presidente, le scrivo questa lettera dopo aver visto la delusione di mia figlia di 8 anni alla notizia che Hernanes non era più dei nostri, l’unico giocatore che…

ROMA – Riceviamo e pubblichiamo, la lettera che Alessandro, lettore di Cittaceleste ha voluto indirizzare a Claudio Lotito, presidente della Lazio.

Egregio Presidente, le scrivo questa lettera dopo aver visto la delusione di mia figlia di 8 anni alla notizia che Hernanes non era più dei nostri, l’unico giocatore che le faceva simpatia e che riteneva “il più forte”. Da diversi giorni assisto ad una critica generalizzata, per alcuni aspetti esagerata e non accettabile, nei suoi confronti per il modo di gestire e detenere la Lazio. Personalmente voglio approcciare il tema da un diverso punto di vista che spero da Lei potrà essere compreso ancorchè non condiviso, per dimostrare che non è corretto muovere critiche soggettive alla sua persona, ma è comprensibile muovere critiche oggettive alla situazione che Lei ha creato. Quando passeggio con mio figlio di 6 anni per Roma, capita spesso che si incontrino auto sportive fuoriserie. Mio figlio mi chiede: “Papà, perché non ci compriamo quella macchina?”Personalmente e penso come me tanti padri, non ho il coraggio di dirgli a 6 anni la verità e mi diverto nel dirgli che quell’auto viene usata solo per girare dei film, oppure che è scomoda perché bassa e rigida, oppure che non può ospitare la mamma e sua sorella in quanto ha solo due posti.

 

 

Un giorno, però, mio figlio crescerà e capirà da solo che erano soltanto delle “scuse” scherzose per non dirgli direttamente che io, il suo Papà, non avevo e non ho la possibilità economica di comprare tale auto.Mi consenta ora la similitudine, se io la considero un nostro padre (ancorchè “padrone”), ove i tifosi della Lazio sono i suoi figli.Ebbene da circa dieci anni ci racconta che faremo, acquisteremo, vinceremo ma la sostanza è che le grandi squadre italiane ed europee rimangono ed i trofei più ambiti (scudetto e champions league) assai lontane ed i nostri sogni con loro.

Dunque, potrebbe essere giunto il momento di permettere ai suoi figli, così come io un giorno farò con mio figlio, di lasciarli sognare, sognare grazie alla possibilità di cercare felicità e successi per il mondo, cercando di verificare tutti insieme se in giro per il mondo vi è il modo di far accrescere ed emergere le innegabili qualità e potenzialità di questa “creatura”.

So benissimo che il primo istinto di un padre di fronte ad una richiesta del genere ricevuta da un figlio è quella di minimizzare i problemi o prospettare nuove iniziative e nuove strategie, ma oramai i suoi figli sono cresciuti e, guardando quello che accade in giro per l’Europa, hanno il diritto di misurarsi e competere, non me la sentirei di tarpargli le ali, al costo di soffrire della loro mancanza. La situazione finanziaria della Lazio, che lei conosce perfettamente, non consente alla Lazio di competere alla pari con le altre grandi squadre italiane ed europee, per questo è necessario che la proprietà possa provvedere a dotare la società di quelle risorse che da sola non riesce a crearsi.

Il gap è notevole ed incolmabile ed ogni anno si amplia sempre di più.Lei potrà anche obiettare che non si vince con i soldi ma con lo spirito, ma la realtà, purtroppo per tutti, è profondamente diversa.Si vince acquistando campioni; i fatturati crescono solo avendo campioni; i campioni costano cifre per la Lazio irraggiungibili.Come non può essere una colpa l’incapacità economica di un padre di comprare una fuoriserie ad un figlio, non può essere una colpa la sua incapacità economica di competere con magnati e sceicchi; ma potrà essere una colpa innegabile, però, impedire di sognare.

La realtà è questa e lei non può cambiarla, non potrà mai riuscirci.E’ così, caro Presidente o Papà Claudio, che Le chiedo di riflettere su cosa Le stanno chiedendo i suoi figli; le chiedono semplicemente di provare a coltivare dei sogni, delle ambizioni, non esiste padre che può negare ciò alla propria creatura. Poi magari la storia insegnerà che il tentativo non ha portato alcunchè, ma Lei avrà comunque conseguito la vera vittoria, la felicità dei suoi figli.

Papà Alessandro”.

Cittaceleste.it

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