Dietro il Cagliari c’è il Milan. Sorelle decadute nella mediocrità. E anche Lotito

Dietro il Cagliari c’è il Milan. Sorelle decadute nella mediocrità. E anche Lotito

ROMA – Le sorelle decadute, chissà se mai in ripresa in questa stagione. Non è il titolo di un film ma la descrizione della prossima sfida di campionato che attende la Lazio. Dietro l’angolo dipinto di rossoblu, i colori del Cagliari, c’è infatti l’insidiosa trasferta di Milano contro i rossoneri…

ROMA – Le sorelle decadute, chissà se mai in ripresa in questa stagione. Non è il titolo di un film ma la descrizione della prossima sfida di campionato che attende la Lazio. Dietro l’angolo dipinto di rossoblu, i colori del Cagliari, c’è infatti l’insidiosa trasferta di Milano contro i rossoneri di Allegri. La formazione messa in piedi da Galliani e Berlusconi resta un cliente ostico, soprattutto fra le mura casalinghe ma, in attesa della giornata di questa Domenica, la classifica recita ben altro. Lazio e Milan appaiate a 11 punti. Un bottino magro per chi si professava fra le concorrenti ad un piazzamento Champions. Al contrario dei biancocelesti, la formazione del tecnico livornese, casualmente ex Cagliari, non sembra aver grossi problemi di soluzioni a rete. In assenza di Balotelli ed El Shaarawy e con un Matri ancora fermo al palo sono i centrocampisti a farla da padrone. Da Montolivo a Muntari, con citazione meritata per il duo Robinho-Kakà, capace di confezionare il momentaneo 1-0 contro il Barcellona.

 

La difesa però, quasi al pari di quella biancoceleste, soffre e non poco la presenza di due centrali non di altissimo livello, e di due esterni spesso improvvisati causa infortuni. Dalle sfortune di Zapata e Mexes passano infatti tanti dei gol subiti dal Milan che ora inizia a propendere anche per il quasi pensionamento di Abbiati, giunto ad una veneranda età ove i riflessi sono quasi andati. La sfida con i capitolini diventa così una partita a scacchi in cui la sensazione non è quella di andare a vedere due squadre pronte a darsi battaglia per sopraffare l’avversario. C’è infatti un retrogusto di fallimento, nonostante si parli solo del 30 di Ottobre, dietro una partita che potrebbe essere portata in cascina sfruttando l’errore dell’avversario più che i propri meriti. E se da parte rossonera ci sono le minacce di Galliani che parla di “fallimento Serie B” toccando l’argomento mancato piazzamento in Champions League, dall’altra Lotito sembra quasi tornato nella sua dimensione di squadra anonima, senza verve, che con la crisi di risultati si ritrova un vortice che nulla guarda oltre il naso della mediocrità.

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