Lazio, la forza della piazza

Lazio, la forza della piazza

ROMA – Tutte le grandi rivoluzioni della storia sono partite dal basso, pensiamo ad esempio alla Rivoluzione francese, il popolo aveva fame, mentre il Re aveva di tutto e sempre la pancia piena. E’ un po’ quello che ha fatto il popolo biancoceleste prima della sfida contro il Sassuolo, circa…

ROMA – Tutte le grandi rivoluzioni della storia sono partite dal basso, pensiamo ad esempio alla Rivoluzione francese, il popolo aveva fame, mentre il Re aveva di tutto e sempre la pancia piena. E’ un po’ quello che ha fatto il popolo biancoceleste prima della sfida contro il Sassuolo, circa 5000 anime, donne bambini, anziani, con un signore di 77 anni l’emblema della protesta contro la gestione Lotto: “Io tifo Lazio da dopo la guerra, ne ho viste tante, ma era giunto il momento di scendere in pizza!”, ci ha raccontato durante il corteo.

 

DALLA CESSIONE DI SIGNORI, ALLA SQUADRA DEI MENO NOVE – I tifosi della Lazio, non sono nuovi a situazioni del genere. Ricordiamo anche la calda estate in cui Signori era praticamente del Parma, operazione che avrebbe portato nelle casse di Cragnotti ben 25 miliardi. Ebbene, 25000 tifosi scesero in piazza per bloccare la sua cessione e alla fine, Cragnotti accettò la protesta di piazza e Signori rimase in biancoceleste, attraverso un tripudio popolare. Come dimenticare poi il corteo organizzato per protestare contro la detenzione di Bialoleka per i tifosi della Lazio nella totale indifferenza della Lazio che, tardivamente, ha raggiunto i tifosi a Varsavia. Se fosse stata una ragione prettamente economica sarebbe bastato davvero poco per liberarli tutti in una sola occasione, ma alla fine nulla di fatto, per alcuni di loro l’incubo è durato fino a fine gennaio, ma anche li è montata la protesta civile ha coinvolto circa 1000 laziali che hanno voluto dire no a questa situazione. I tifosi della Lazio hanno organizzato anche un corteo sotto la sede dell’ Agenzia delle Entrate, circa 3000 anime, per scongiurare il fallimento e rateizzare il debito contratto con il Fisco, alla fine il popolo ha vinto ancora una volta. Nel 2000 invece, il “Funerale del Calcio”, inscenato prima di Lazio-Reggina, un presagio divino per protestare contro le ingiustizie subite della Lazio. Il destino ci mise lo zampino e alla fine la Lazio si aggiudicò il Tricolore, un thriller lungo tre tempi, dopo la pioggia di Perugia. Andando indietro nel tempo come dimenticare gli 8000 laziali che scesero in piazza nel 1986 per scongiurare la retrocessione in Serie C, dopo il cosiddetto processo Totonero-bis, che coinvolse alcuni giocatori della Lazio. Anche in quella occasione il popolo della Lazio ha vinto e la pena venne comminata in una serie B con 9 punti di penalizzazione che gli eroi di Fascetti seppero mantenere con le unghie e con i denti dopo gli spareggi di Napoli e il gol di Fiorini che è rimasto nella storia. La forza è del popolo che, quando prende coscienza della sua potenza, può essere più forte di qualsiasi cosa e cambiare il corso della storia.

 

Cittaceleste.it

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