I GIOIELLI – Felipe Gedoz, tecnica e controllo palla per il nuovo Willian

I GIOIELLI – Felipe Gedoz, tecnica e controllo palla per il nuovo Willian

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Di Andrea Colacione

ROMA – La storia di Felipe Gedoz è curiosa e molto particolare. Nato a Muçum in Brasile, il 12 luglio del 1993, Felipe Gedoz da Conceiçào ha iniziato nella Juventude di Caxias do Sul dove è rimasto dal 2004 al 2007, prima di trasferirsi  al piccolo Atletico Carazinho e poi al locale Guaranì nel 2011. Sfruttando l’estrema vicinanza ha poi fatto il salto dello steccato, trasferendosi al Defensor Sporting in Uruguay che ha rappresentato per lui un autentico trampolino di lancio. Con lo storico club di Montevideo, il ragazzo si è messo in grande evidenza, realizzando dodici reti in cinquantasei gare di cui quattro (insieme a ben sette assist) in Copa Libertadores, torneo dove insieme a De Arrascaeta che ora milita in Brasile nel Cruzeiro ha trascinato la sua squadra ad una storica semifinale. Ma la sua storia dicevamo che è alquanto curiosa e particolare e spieghiamo subito il perché.

MEZZO SANGUE – Infatti il ragazzo è conteso sia dalla Celeste che dalla Selecào; inizialmente aveva giurato di morire dalla voglia di giocare con l’Uruguay ma poi è stato convocato dall’under 20 e la possibilità di giocare un’Olimpiade nel proprio paese di nascita capita soltanto una volta nella vita, nonostante in passato abbia fatto richiesta per ottenere i documenti che gli garantissero la nazionalità uruguaiana. Le sue giocate di alto livello in Copa Libertadores non sono passate inosservate neppure nel Vecchio Continente e così il Club Bruges ha anticipato tutti (pare che lo seguisse anche il Milan) portandolo nella Jupiler League belga dove ha continuato a fare decisamente bene.

DRIBBLING – Alto 1,77 per 74 kg, Gedoz è un destro naturale, tecnicamente molto dotato ed in grado di saltare gli avversari in velocità, mantenendo incollato il pallone ai suoi piedi. Possiede un dribbling ubriacante ma anche un tiro potente e preciso, anche sui calci di punizione dalla media distanza; inoltre sa andare al cross con grande disinvoltura e precisione ed ha una solidità fisica niente male, nonostante un infortunio che lo ha a lungo tenuto fuori dopo che aveva fatto faville anche nella scorsa Europa League.

COME WILLIAN – Possiede una forza esplosiva davvero notevole che dosa bene tra agilità ed equilibrio; sa difendere molto bene il pallone con il corpo, specialmente quando parte in progressione ed è lì che diventa inarrestabile. Deve semplicemente trovare una maggiore continuità perché a volte si concede qualche pausa di troppo ma è un difetto che migliorerà sensibilmente a breve. Andando a cercare il pelo nell’uovo vi posso dire che i suoi limiti sono il colpo di testa ed il fatto che praticamente non usa proprio il sinistro ma non vuol dire nulla perché ogni giocatore ha le proprie caratteristiche e c’è chi ha griffato la storia e la leggenda del football usando soltanto un arto. Personalmente mi ricorda tantissimo Willian del Chelsea e lo vedo adatto per qualsiasi tipo di campionato: sia quelli più fisici che quelli più tecnici, anche perché ha fatto tirocinio in Uruguay, un campionato dove di certo non si tira mai indietro la gamba.

A SINISTRA – La sua posizione ideale in campo è l’out mancino da cui poi sovente si accentra per tentare la conclusione ma è adattabile anche sull’altra fascia e nel ruolo di trequartista dal momento che è assai mobile ed abile a sfornare assist per i compagni, oltre che ad attaccare gli spazi e la profondità. A mio avviso in un 4-2-3-1 o in un 4-3-3 può far faville. Il suo valore di mercato dovrebbe aggirarsi tra i tre ed i tre milioni e mezzo di euro: al Bruges è arrivato il 30 agosto del 2014 ed il suo contratto scadrà il 30 giugno del 2017. A mio avviso il nuovo Willian è un’occasione più unica che rara, vista l’età (appena ventidue anni) ed il talento. E’ un’occasione da prendere al volo!

Cittaceleste.it

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