Keita porta in campo se stesso e gli insegnamenti di Samuel Eto’o

Keita porta in campo se stesso e gli insegnamenti di Samuel Eto’o

ROMA – Come un sasso lanciato in uno stagno, Keita, scuote la Lazio e fa rumore. Si vede solo lui, più di tutti. Era qualche tempo, che non si esultava più così. Se al campionato non possiamo chiedere molto, la speranza è che il prezzo che stiamo pagando, possa valere…

ROMA – Come un sasso lanciato in uno stagno, Keita, scuote la Lazio e fa rumore. Si vede solo lui, più di tutti. Era qualche tempo, che non si esultava più così. Se al campionato non possiamo chiedere molto, la speranza è che il prezzo che stiamo pagando, possa valere il futuro. Che ha un nome e un cognome preciso, inciso a caratteri cubitali nei cuori biancocelesti di chi la Lazio la segue per amore e per null’altro. Keita è il sogno trasformato in realtà di milioni e milioni di ragazzi, che inseguono un pallone immaginando di essere i protagonisti di una squadra vera, con dei tifosi pronti lì a sostenerti. Keita è la rivincita, di chi abbandonato, non ha rinunciato a quel sogno chiamato calcio. Cresciuto nel Barcellona (quello vero) è rimasto comunque legatissimo a quei colori. Con la maglia numero 14 sulle spalle, onora Cruijff ogni volta che scende in campo, lo stesso, dove ha appreso tecniche e trucchi del mestiere, da uno che un po’, di pallone ne capisce. Nella cantera catalana Eto’o gli ha fatto da maestro, quando aveva pocopiù di 10 anni. Oggi, otto anni dopo, Keita sfreccia con l’aquila sul petto. Continuando a dar futuro a quell’amore lungo 113 anni, iniziato su una panchina di Piazza della Libertà.

Cittaceleste.it

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