LA NOTTE DEI LAZIALI, IL FILM / VIDEO

LA NOTTE DEI LAZIALI, IL FILM / VIDEO

Di Alberto Abbate / Video Mirko Borghesi ROMA – Questo pezzo lo avevamo sognato così. Con tutte le note accordate, le ugole al posto delle casse e una squadra in mezzo al campo – prima al San Paolo e poi a Formello – a cantare a squarciagola: “Vola Lazio vola”.…

Di Alberto Abbate / Video Mirko Borghesi

ROMA – Questo pezzo lo avevamo sognato così. Con tutte le note accordate, le ugole al posto delle casse e una squadra in mezzo al campo – prima al San Paolo e poi a Formello – a cantare a squarciagola: “Vola Lazio vola”. C’è una bacchetta nell’aria, il direttore Pioli cosparso dalle polveri della magia. Sparisce il Napoli, bruciate le guanciotte di Benitez, appare d’incanto una doppia finale: Coppa Italia e Supercoppa (alla Juve manca solo la matematica per lo scudetto) in Cina. C’è tanto orgoglio, talento e voglia di vincere in questo successo, ma anche il genio di un allenatore che conduce ogni partita manco fosse Schumacher. La sua Ferrari biancoceleste esce più forte a ogni cambio: Mauri a spaccare le linee, il predestinato Lulic a frantumare il cuore partenopeo. Alle tre di notte l’eco del Fersini rimbomba sotto il Vesuvio e Napoli si sveglia: che casino, O laziale nnammurato.

 

 


Posted by IO TIFO LAZIO on Giovedì 9 aprile 2015

 

SU C’E IL MAESTRO… – Nessuna come la Lazio di Pioli ha mai somigliato tanto alla banda del primo scudetto. Pioli s’ispira al Maestro, nei modi, nel coinvolgimento del gruppo, nello sguardo continuo al cielo. Tutti in lacrime davanti alla tv per quell’inno a cerchio in mezzo ai 60mila ammutoliti del San Paolo. Tutti in un silenzio singhiozzante. Si abbracciano due Lazio in quell’istante di universo parallelo. I volti si confondono e si sovrappongono. Ci sono due anime dentro al corpo di Pioli. Tommaso arrivò a Formello a 49 anni, come Stefano. Questa Lazio non è frutto del caso, ha un destino, è forgiata dalla divina provvidenza. Non poteva che segnare Lulic71 ieri sera, perché la Coppa Italia è sua. Senad segna e non fa segnare Insigne allo scadere, la sua benedizione è eterna con quel 26 maggio. Il bosniaco, dopo tanti mesi ai box, non poteva che rientrare così, rianimato dal dono d’un sempreFelipe al posto di Candreva. P.s. Sbirciate il fotogramma, è il replay del gol del derby storico. Cambia solo il batticinque di Lulic.

LA SOCIETA’ – Alla faccia d’Orsato, non si gioca col fato. I numeri sono strepitosi, ma – al di là dei record – questa è la Lazio dei miracoli. Il primo? Riaccendere l’entusiasmo dei tifosi, ormai svegli persino la notte. Nessuno vuole dormire, questo sogno produce assuefazione. Questa Lazio fa proseliti, anacoreti d’autentica lazialità. Non c’è Lotito che ormai freni qualcuno dall’amarla. Anzi, il presidente gongola, Tare sputa l’orgoglio di una creatura costruita col sudore. Persino la loro spocchia oggi può essere risucchiata monosorso. Perché una stagione così cancella tanti errori e quasi non importa nemmeno che li riconoscano. Perché adesso ci sono i meriti dell’ultima estate. E sono immensi. In molti pensavano che avrebbero perseverato negli sbagli conclamati, stavolta invece la testardagine premia questa società.

SCUDETTO – Aveva bofonchiato la parola “Scudetto” in Albania, Tare. Tutti a dargli del matto solo un mese fa. Eppure mai negli ultimi 14 anni avevamo visto una Lazio così vicina alla prima della classe: stesso veleno della Juve, stesso cuore, stessa capacità d’indirizzare le gare, di vincerle e ribarltarle, segnando e difendendo. C’è sentimento nel gioco, ma anche tanta intelligenza. Così c’è da stare più che Allegri. Un po’ meno solo se guardi la rosa: c’è tempo, dovrà essercene, per allargarla, rinforzarla e confermare il capolavoro. Non si dovrà fare l’errore dell’ultima Roma, oggi è però l’apoteosi poter sgommare su quei colori. Sempre più nitidi, a meno uno dal sorpasso. Il 31 maggio sarà fantastico vederli sbiaditi a distanza. E’ giusto urlarlo contro ogni scaramanzia, perché questa Lazio ci crede. I tifosi ci credono. Noi ci crediamo. Non esiste un altro spartito.

Cittaceleste.it

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