Lazio, 10 anni di Lotito:tra acquisti insensati e quella paura di volare

Lazio, 10 anni di Lotito:tra acquisti insensati e quella paura di volare

ROMA – Ormai siamo giunti alla decima stagione di Claudio Lotito al timone della Lazio, è tempo di fare bilanci ed andare a sviscerare tutte le campagne acquisti che hanno caratterizzato il suo decennale. Si parte il primo anno con il famoso motto: “Ho comprato 9 giocatori in un giorno”,…

ROMA – Ormai siamo giunti alla decima stagione di Claudio Lotito al timone della Lazio, è tempo di fare bilanci ed andare a sviscerare tutte le campagne acquisti che hanno caratterizzato il suo decennale. Si parte il primo anno con il famoso motto: “Ho comprato 9 giocatori in un giorno”, a salvarsi il simbolo Paolo Di Canio e il bomber Tommaso Rocchi, per il resto arrivano gli sconosciuti Mea Vitali, Brian Robert senza trascurare Lequi, uno dei difensori più lenti d’Europa Seric, Oscar Lopez, Fabio Bazzani ed Esteban Gonzalez. Nella stagione successiva arrivano Belleri, Giallombardo, Keller, Piccolo, Siqueira, giocatori presenti in rosa, ma tanto per fare numero,non presi mai in considerazione dagli allenatori della Lazio. Nel 2006/07 arrivano Libis Arenas, sfido chiunque a ricordarsi chi sia,Bonetto, Makinwa e Foggia che non hanno mai inciso. La Lazio arriva poi in Champions e tra promesse poco mantenute, arrivano a Roma, per la massima competizione continentale, Del Nero Scaloni, Vignaroli, Meghni, Rolando Bianchi, tutta gente “esperta” e di una certa caratura internazionale. La migliore campagna acquisti si materializza nel 2008/09, dove arriva gente di ottimo livello, l’unica fregatura è Carrizo, portiere fenomeno in Argentina ma che ha steccato in Italia, arriva anche Zarate che fa impazzire le folle, Kozak, Lichtsteiner il robot, Matuzalem e Brocchi di ottima esperienza. 

Di questi nessuno fa più parte della rosa della Lazio. Nel 2009/10, arriva Barreto,Cruz,Bizzarri, Hitzlsperger, insieme ad Eliseu, la brutta copia di quello ammirato a Malaga. Nelle due stagioni successive arrivano la statua Bresciano, Garrido e l’attore Stankevicius, fisico da divo di Hollywood ma mai visto in campo con la Lazio, senza dimenticare Emiliano Alfaro, altro oggetto misterioso. Senza trascurare Saha, Helder Postiga, fino a questo momento mai utilizzato, Novaretti e Vinicius spedito al Padova dove non gioca mai. Immaginiamo ora se fossero rimasti alla Lazio, Kolarov, Lichtsteiner, esterni da un rendimento pazzesco, mettere Radu come primo sostituto di Dias o Biava, a centrocampo uno come Behrami non avrebbe fatto comodo in questo momento? Magari da affiancare ad uno come Hernanes ceduto all’Inter. In avanti Zarate avrebbe potuto fare comodo, e formare una coppia niente male accanto a Klose, senza trascurare anche Goran Pandev. La Lazio avrebbe una rosa che potrebbe certamente lottare per i primi cinque posti. Invece, come al solito, il Presidente ha dimostrato di avere una paura tremenda di volare, la Lazio è decima, tra coloro che sono sospesi, la gente è stufa, vuole fare il salto di qualità.

Cittaceleste.it

 

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