Lazio, addobba l’albero e tira fuori le palle

Lazio, addobba l’albero e tira fuori le palle

ROMA – Tanto tuonò che… pioviccicò. Non è ancora un temporale vero e proprio, uno di quelli che porta via tutti e tutto capace magari di spazzare via dalla panchina bianoceleste pure il mister campione di Roma, ma l’acquazzone sceso sul quartier generale della Lazio non è di certo stato…

ROMA – Tanto tuonò che… pioviccicò. Non è ancora un temporale vero e proprio, uno di quelli che porta via tutti e tutto capace magari di spazzare via dalla panchina bianoceleste pure il mister campione di Roma, ma l’acquazzone sceso sul quartier generale della Lazio non è di certo stato delicato dopo che all’Olimpico di Torino, con un semplice “Glick” (autore del gol partita nella sfida fra Petkovic e Ventura) Marchetti e compagni sono stati rispediti senza troppi fronzoli all’inferno fra le polemiche indiavolate di un ambiente oramai stanco dello sfracello che in questa stagione si stanno sorbendo praticamente dall’inizio E’ rimasto poco da fare, ma molto c’è ancora da dire. Petkovic è sempre più in bilico, il suo futuro non è sicuramente all’ombra del Colosseo, eppure il tecnico Bosniaco predica calma e almeno in apparenza pare essere ancora con la testa pienamente concentrata sul progetto-Lazio. “Io sono sincero – le parole del tecnico ieri in conferenza stampa – credo nei miei ragazzi e credo in questo gruppo. Poche volte non ho avuto questa sensazione durante questa stagione, visto che questo gruppo dà tutto e vuole dare tutto. Però adesso senza troppe chiacchiere dobbiamo mostrare la convinzione sul campo. C’è da raccogliere più punti possibili in queste partite e continuare la striscia positiva in Europa, poichè abbiamo perso una volta nelle ultime 19 partite. Non molte squadre hanno avuto questa striscia, tre punti servono anche per affrontare il Livorno con la testa serena“.

 

Eh si, perchè quella contro i toscani sarà una vera e propria sfida salvezza, altro che chiacchiere. Ma prima di tornare a patire le pene di questo nostro (oramai acclarato) grigiore italiano, possiamo riporre modici sogni e cospicue speranze nell’arcobaleno Europeo in cui – non fosse appunto per quello che stiamo vedendo in Serie A – la Lazio da due anni svolazza allegramente a testa alta. Il Trabzonspor verrà a Roma per consolidare il primo posto nel girone – basta anche un pareggio – e la Lazio, dovrà fare in modo di negare ai turchi questo bel regalo natalizio. L’augurio è che sotto l’albero biancoceleste, possa esserci infatti, almeno il primato Europeo che ora come ora, risulterebbe essere l’unica nota positiva di un pentagramma – edito dalla coppia Lotito-Tare – che ha prodotto una melodia stonata e fastidiosa, di cui la tifoseria laziale avrebbe fatto volentieri a meno. Sotto l’albero, s’era detto un bel regalo, ma per la Lazio. Sopra, magari, qualche palla. Ne servirà più di una, anche questa sera. Magari, cara Lazio, dalla soffitta degli anni d’oro tirale fuori pian piano, anche una per volta. Ma le palle, è davvero giunta l’ora di mostrarle a tutti.

Roberto Maccarone – Cittaceleste.it

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