Lazio, quanti duelli sulle fasce. E poi dicono che i treni non passano mai.

Lazio, quanti duelli sulle fasce. E poi dicono che i treni non passano mai.

di SIMONE IPPOLITI ROMA – Si lavora a Formello e Reja maschera la sua Lazio. I teloni al centro sportivo biancoceleste non permettono di spiare, io quasi, le idee del tecnico goriziano e di Mister Bollini. Prima il modulo con la difesa a tre, ora un reparto più coperto con…

di SIMONE IPPOLITI

ROMA – Si lavora a Formello e Reja maschera la sua Lazio. I teloni al centro sportivo biancoceleste non permettono di spiare, io quasi, le idee del tecnico goriziano e di Mister Bollini. Prima il modulo con la difesa a tre, ora un reparto più coperto con lo schieramento a quattro e un assetto da considerare in parte offensivo con il tridente delle meraviglie. E di certezze quindi,  ce ne so, spianate i binari sulle fasce. Da una parte c’è la gioventù di Keita, uno dei simboli di questa Lazio. Saranno scintille sulla sua fascia di competenza con Maicon. L’istinto, la freschezza del numero 14 della Lazio e l’estro dimostrato in questa parte di stagione, spingeranno il brasiliano a tirare il freno a mano, limitando di conseguenza il suo raggio d’azione. E’ un bel banco di prova per Keita che ha voglia di entrare nella storia dei derby. Qualità e forza esplosiva ne fanno uno dei giocatori più interessanti della nostra serie A. I tifosi già lo amano e ripongono in lui le speranze anche per un futuro più roseo per questa società. 

 

Non starà a guardare nemmeno Candreva, uno che contro la Roma ha già trovato la sua personale gloria. Probabilmente a tamponare le sue discese ci sarà Torosidis, molto più bravo in fase difensiva rispetto al suo collega di reparto. Con la partenza di Hernanes, Candreva è l’indiziato numero uno anche per i calci di punizione, soluzioni provate anche in settimane da Mister Edy Reja. 

Cittaceleste.it

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