Lazio, un Moti rivoluzionario non può essere igno…Radu

Lazio, un Moti rivoluzionario non può essere igno…Radu

ROMA – Sono passati ormai nove anni da quando calcavano i campi della Romania, con la maglia della Dinamo Bucarest. Per tre anni sono stati compagni di squadra ed hanno alzato un muro difensivo davanti al proprio portiere, parliamo di Cosmin Moti e Stefan Radu, una vita dietro alla trincea…

ROMA – Sono passati ormai nove anni da quando calcavano i campi della Romania, con la maglia della Dinamo Bucarest. Per tre anni sono stati compagni di squadra ed hanno alzato un muro difensivo davanti al proprio portiere, parliamo di Cosmin Moti e Stefan Radu, una vita dietro alla trincea per salvare tutto quello che si può.

AMICI MA AVVERSARI – Le loro strade si sono divise, il numero 26 biancoceleste ormai è un idolo dei tifosi della Lazio, dopo quello sguardo in cagnesco a Totti in un derby, è diventato l’idolo della Nord. Cosmin invece ha abbracciato il nuovo corso del Ludogorets che ha subito appena due reti nel girone eliminatorio di Europa League e un po’ di merito è anche il suo, capace di dirigere in maniera sapiente il reparto arretrato. Per loro anche un europeo insieme, nel 2008, sotto la guida di Piturca, tra le altre cose nello stesso girone dell’Italia. Oggi si troveranno uno di fronte all’altro da avversari. Nel sottopassaggio che divide gli spogliatoi dal campo di gioco, si scherzerà e ci saranno anche dei saluti particolari, ma una volta sul campo di battaglia bisognerà dare sfogo a tutta la rabbia agonistica e, il buon vicinato, sarà, per 90 minuti almeno, igno…Radu.

 

Cittaceleste.it

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