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Lotito-De Laurentiis, le due facce del tifo

Lotito-De Laurentiis, le due facce del tifo

ROMA – Dalla pancia dello stadio San Paolo, si incontreranno Claudio e Aurelio, due nomi che hanno nelle mura romane le loro fondamenta. Chissà se oltre la partita sarà l’occasione per parlare di mercato – Marchetti e Maggio i nomi più caldi. Due filosofie diverse di guardare il calcio, Lotito…

di redazionecittaceleste

ROMA – Dalla pancia dello stadio San Paolo, si incontreranno Claudio e Aurelio, due nomi che hanno nelle mura romane le loro fondamenta. Chissà se oltre la partita sarà l’occasione per parlare di mercato – Marchetti e Maggio i nomi più caldi. Due filosofie diverse di guardare il calcio, Lotito è fatto di parametri, mentre Aurelio, i soldi di Cavani li ha reinvestiti, andandosi a giocare la seconda finale di Coppa Italia della sua presidenza, dopo il successo maturato contro la Juventus e volando verso un terzo posto che significherebbe altri soldi per le sue casse, con una possibile qualificazione in Champions che , a Roma, sponda Lazio, manca ormai dal lontano 2008.

QUESTIONE DI TIFO – Ma, saranno balzate agli occhi di tutti, la differenza con cui i due presidenti approcciano nei confronti dei tifosi. Lo Stadio San Paolo è sempre pieno, “i tifosi sono i componenti più importanti della nostra famiglia,” ha detto il presidente del Napoli. A Roma la contestazione è sempre più forte portando allo stadio davvero pochi intimi, lo Stadio si riempie con appena 10000 unità negli ultimi due confronti interni di campionato, con la Nord pronta, attraverso un atto d’amore, a rinunciare allo stadio da qui fino alla fine della stagione. In quel di Parma, Aurelio si è lasciato andare con un tifoso che lo contestava, ma subito sono arrivate le scuse ufficiali sul sito del club azzurro, con tanto di invito da parte del patron a venire nei suoi uffici. Il tifoso ha declinato l’invito per una questione di dignità, ma la mano tesa è un gesto che va sottolineato. Avvolgendo un po’ il nastro torniamo invece alla Lumsa, quando un ragazzo si è presentato davanti al presidente Lotito con il cartello Libera la Lazio, il numero uno biancoceleste ha risposto con un “me lo identificate per favore?” invece di tendere la mano e capire le ragioni della protesta. Due modi diversi di approcciare ai tifosi che fanno la differenza. Senza il tifo il calcio è morto, sperando che il presidente della Lazio possa riflettere su questo e non faccia orecchie da mercante, chiedere scusa è un atto di forza, non certo di debolezza.

Cittaceleste.it

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