Lotito, promessa non mantenuta. Qui si lotta per la salvezza

Lotito, promessa non mantenuta. Qui si lotta per la salvezza

ROMA – Lazio contro Livorno, sfida per la salvezza. Altro che Champions, qui bisogna darsi una svegliata e pure in fretta. “Vogliamo interrompere lo strapotere del Nord”, gridava Lotito solo qualche mese fa, fiero e aitante. E invece? Invece niente. Mercato a dir poco fallimentare, squadra smontata e ambizioni ridotte.…

ROMA – Lazio contro Livorno, sfida per la salvezza. Altro che Champions, qui bisogna darsi una svegliata e pure in fretta. “Vogliamo interrompere lo strapotere del Nord“, gridava Lotito solo qualche mese fa, fiero e aitante. E invece? Invece niente. Mercato a dir poco fallimentare, squadra smontata e ambizioni ridotte. Ha detto bene Ledesma al termine del match contro il Trabzonspor giovedì scorso: “Le responsabilità sono di tutti. Giocatori, allenatore e società“,amen. Petkovic qualche errore – palese – l’ha ammesso e probabilmente pagherà il suo conto con l’addio alla Lazio. I giocatori, più di qualche volta sono andati e giustamente a prender schiaffi lì sotto la Nord, dove migliaia di tifosi rabbiosi poichè traditi e innamorati, hanno chiesto conto riguardo le prestazioni semplicemente inguardabili viste in questa amara stagione. E Lotito? Lui non sbaglia mai. Piuttosto, sia nella ragione che nel torto, sono sempre gli altri a non capire. A criticare troppo o ad esaltare poco, a “destabilizzare” oppure a raccontare “bufale di mercato” ai tifosi. La situazione che sta vivendo la Lazio è frutto di tutto questo. E’ frutto delle responsabilità di tutti, quelle responsabilità che ognuno dovrebbe assumersi anche quando le cose vanno male, anche quando non c’è un trofeo da alzare al cielo.

 

Quella di oggi, potrebbe dunque essere l’ultima partita di Petkovic sulla panchina della Lazio e lui, anche davanti a questa eventulità, s’è mostrato piuttosto sereno. “Potrebbe anche essere la mia ultima volta alla guida della Lazio – ha detto ieri in conferenza stampa Vlado – ma questa è una cosa che fa parte del nostro lavoro. Io sono uno che da sempre vive il calcio ogni giorno, come se avessi ancora dieci anni di lavoro con la mia squadra. Ma anche come se potesse essere l’ultima. Contro il Livorno – ha poi spiegato – abbiamo tutto da perdere, sicuramente tutta la pressione è dalla nostra parte visto che per loro va bene anche un punto. Noi dobbiamo combattere tutte le pressioni e scaricarle in modo positivo sul campo. Dobbiamo essere più cinici sia in fase di possesso palla che senza”. Più o meno la solita cantilena, la stessa che ascoltiamo da inizio stagione. Da quando chi muove i fili dei calciatori in campo, non sembra essere più Petkovic. Da quando il mister, pare aver perso completamente il controllo della squadra che – tuttavia – per complicare le cose ci ha messo anche del suo. L’impegno a fasi alterne, la scarsa concretezza sotto porta e la pancia ancora piena dopo il 26 maggio: eccoli i fattori principali che, almeno per quel che riguarda il campo, hanno portato oggi la Lazio lì dov’è, ovvero in mezzo ad un mare di guai.

Rob.Ma. – Cittaceleste.it

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