REBUS TATTICO – Il 4-2-3-1 non funziona più, ecco il ritorno al 4-3-3

REBUS TATTICO – Il 4-2-3-1 non funziona più, ecco il ritorno al 4-3-3

Sinisa come Di Francesco e Reja: raddoppi sulle ali biancocelesti, vuoto alle loro spalle, la Lazio precipita. Perché la mediana non può reggere da sola (in due uomini) la fantasia di Candreva, Felipe e Milinkovic. Anche il serbo troppo alto per aiutare una manovra, già lenta nell’impostazione difensiva.

Auronzo

ROMA – Ma è davvero una sconfitta dello “spirito”? Sicuramente la Lazio non sembra essere scesa in campo con la rabbia giusta, eppure l’analisi può essere molto più terrena che metafisica. Il 4-2-3-1 non funziona più. Guarda caso, con le stesso modulo e nella stessa maniera perse anche le sfide con Sassuolo e Atalanta. Sinisa come Di Francesco e Reja: raddoppi sulle ali biancocelesti, vuoto alle loro spalle, la Lazio precipita. Perché la mediana non può reggere da sola (in due uomini) la fantasia di Candreva, Felipe e Milinkovic. Anche il serbo troppo alto per aiutare una manovra, già lenta nell’impostazione difensiva. Il colpo di grazia lo dà infine per la seconda volta Pioli, togliendo per la seconda volta Onazi a una squadra già sbilanciata. Ecco spiegato il patatrack. Con il tecnico a fine partita a tradire, fra le righe, il suo pentimento: “Forse è il caso di tornare al 4-3-3? Ci sta, ma questa è stata una delle poche partite in cui siamo stati poco pericolosi, abbiamo facilitato il compito del Milan, che aveva preparato una partita di attesa e contropiede”. In realtà, i rossoneri hanno fatto la gara, con la Lazio spaventata ad aspettarli e farsi maldestramente punire.

Cittaceleste.it

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