Sinisa, un tuffo nel passato

Sinisa, un tuffo nel passato

di FEDERICO TERENZI ROMA – E’ sempre il destino a scrivere delle pagine che risultavano sbiadite e lontane. Sembra un’ eternità quando Sinisa disegnava delle parabole eccezionali che facevano impazzire la Curva nord che gli dedicava un coro speciale: “ E se tira Sinisa è goal!”, oppure come dimenticare quando…

di FEDERICO TERENZI

 

ROMA – E’ sempre il destino a scrivere delle pagine che risultavano sbiadite e lontane. Sembra un’ eternità quando Sinisa disegnava delle parabole eccezionali che facevano impazzire la Curva nord che gli dedicava un coro speciale: “ E se tira Sinisa è goal!”, oppure come dimenticare quando a tutti i suoi calci piazzati lo Stadio si alzava in piedi, accompagnado le sue parabole in fondo al sacco.

FRATELLO MANCIO – Dopo l’ ultimo calcio di punizione tirato, quando la serranda del calcio giocato si è chiusa, ha deciso di muovere i suoi primi passi da allenatore accanto a Roberto Mancini,suo fratello fin dai tempi della Sampdoria e anche nell’ ultima Lazio scudettata.

SAMPDORIA ANDATA E RITORNO – La parabola del calcio ha disegnato una nuova sfida per il re dei calci piazzati. Tornerà su una panchina italiana, nella sua Sampdoria dove Eriksson gli ha cambiato ruolo nel lontano 1995, spostandolo da centrocampista a difensore centrale, con risultati eccezionali. Alla prima da blucerchiato in panchina ritroverà proprio la sua Lazio. Di recente ha ricevuto un premio molto importante essendo un grande esempio di lazialità. Natale è ancora lontano, per regalare i primi tre punti alla tifoseria doriana c’è ancora tempo.

 

Cittaceleste.it

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