SUPERCOPPA – Quando la Lazio spiccò il volo davanti alla Vecchia Signora

SUPERCOPPA – Quando la Lazio spiccò il volo davanti alla Vecchia Signora

ROMA – Era una serata come tante, una di quelle che si passa in quelle giornate estive, quattro chiacchiere, il bar gremito davanti a una birra gelata. “Mamma ma che strizza, aoh ce sta la Juve” si sussurra dalle file più avanti. La paura comincia a serpeggiare tra i tavoli…

ROMA – Era una serata come tante, una di quelle che si passa in quelle giornate estive, quattro chiacchiere, il bar gremito davanti a una birra gelata. “Mamma ma che strizza, aoh ce sta la Juve” si sussurra dalle file più avanti. La paura comincia a serpeggiare tra i tavoli posti a ferro di cavallo, nel monitor gigante passano le immagini del riscaldamento: Del Piero e Zidane mettono i brividi, ma anche noi non scherzavamo: Mancini, Marchegiani, Nedved cominciano a muoversi sul terreno del Delle Alpi. La Juventus ha festeggiato da poco il suo ennesimo scudetto, la Lazio ha vinto una Coppa Italia dopo quarant’anni al termine di una sfida epica contro il Milan. Davanti ai settantamila dell’Olimpico, un tripudio di bandiere ha permesso a Nesta di mettere dentro quel pallone della gloria. Si comincia e si percepisce che qualcosa nell’aria è cambiato, l’ardore indomito dei ragazzi di Eriksson riesce a tenere testa alle zebre di Lippi. Il genio di Mancini sale in cattedra: lancio di De La Pena, stop delizioso smarcante del Mancio, tocco all’indietro di tacco per l’accorrente Nedved che come una furia si avventa su quel pallone e batte Peruzzi con un preciso esterno destro: il bar esplode in un urlo liberatorio che comincia a far tremare le fondamenta, la Lazio era in vantaggio in casa dei Campioni d’Italia.

Zidane sembra un ballerino di Flamenco e quando smarca Del Piero davanti a Marchegiani il gioco sembra fatto: Pinturicchio supera anche l’estremo iesino, Mihajlovic però non ci sta si trasforma in Usain Bolt e salva il pallone che stava lentamente varcando la linea di porta: sbatte con l fianco sul palo ma salva un gol fatto, un eroe. Dal bar tutti in piedi a tributargli un applauso scrosciante, ha salvato il risultato. La Lazio regge fino al minuto 87 quando Del Piero realizza il calcio di rigore concesso dall’arbitro per un presunto fallo di mano di Lopez. I supplementari sono dietro l’angolo, ma la classe dei campioni fa la differenza: De La Pena pesca sul fondo Salas cross in mezzo, Mancini tocca con la punta per l’accorrente Conceicao che, con un destro violento batte Peruzzi a trenta secondi dal gong. I volti dei vicini di tavolo diventano sempre pù cianotici, il rischio di infarto tocca picchi altissmi, sedie sfasciate, la Lazio batte i Campioni d’Italia, non succedeva da una vita. Di vene di fuori e corde vocali bruciate, quella squadra, ce ne avrebbe regalate davvero tante.

 

Cittaceleste.it

 

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