“Petkovic come Ballardini”, il paragone regge?

“Petkovic come Ballardini”, il paragone regge?

Di Roberto Maccarone ROMA – La storia della Lazio è da sempre stata caratterizzata da momenti di grande difficoltà, alternati a volte, da gioie immense spesso inattese. Periodo “Cragnottiano” a parte, (momento in cui la squadra biancoceleste raggiunse la testa del podio fra i team più forti del pianeta) i…

Di Roberto Maccarone

ROMA – La storia della Lazio è da sempre stata caratterizzata da momenti di grande difficoltà, alternati a volte, da gioie immense spesso inattese. Periodo “Cragnottiano” a parte, (momento in cui la squadra biancoceleste raggiunse la testa del podio fra i team più forti del pianeta) i 113 anni di storia della prima società calcistica di Roma non sono stati mai costellati di particolare serenità e il popolo laziale ha sempre dovuto lottare con il coltello fra i denti, per strappare ad esempio, uno scudetto strameritato o per riconquistare una Serie A ingiustamente tolta. Oggi, c’è chi lamenta una mancanza di ambizione da parte di questa società. Non si chiede la luna, ma il problema, è che a quella nemmeno ci si mira. Dal “bisogna finirla con lo strapotere del nord“, si è passati ad una campagna acquisti discutibile buona per ora ad affrontare e battere, forse, solo i club del nord-america. Ma per chi parla di calcio e non di pallone, i conti si fanno giustamente alla fine e per chi d’intelletto è onesto e di penna del tutto libero, sarà certamente semplice applaudire o criticare scelte e risultati di questa dirigenza al termine della stagione. L’analisi curiosa che vogliamo fare oggi, è dedicata ai risultati della Lazio post Coppa Italia, con un confronto specifico alla più recente vinta prima di quella alzata in faccia ai Campioni di tutto a tempo determinato. Il riferimento è ovviamente a quella del 2009 conquistata con Delio Rossi e lasciata in eredità a Ballardini, cognome che solo a pronunciarlo, ti si drizzano i capelli. C’è chi ha paragonato Petkovic al tecnico di Ravenna (per più di qualcuno una bestemmia) e per sfizio, siamo andati a guardare il cammino – dopo 13 giornate – di quella Lazio.

 

DOPO 13 GIORNATE, CON LA COCCARDA TRICOLORE SUL PETTO:

Lazio di Ballardini: In europa League

Lazio di Petkovic: In europa League


Lazio di Ballardini: Vince la Supercoppa

Lazio di Petkovic: Perde la Supercoppa


 Lazio di Ballardini: 12 punti

Lazio di Petkovic: 17 punti


 Lazio di Ballardini: 6 pareggi, 5 sconfitte, 2 vittorie

Lazio di Petkovic: 5 pareggi, 4 sconfitte, 4 vittorie


Lazio di Ballardini: 8 gol fatti / 15 gol subiti

Lazio di Petkovic: 17 gol fatti / 17 gol subiti


Lazio di Ballardini: Derby non disputato (si giocherà alla 15esima giornata. Roma-Lazio 1-0)

Lazio di Petkovic: Derby disputato alla 4° giornata, Roma-Lazio 2-0


Lazio di Ballardini: Bari-Lazio 2-0 è la sconfitta più pesante (25 ottobre 2009)

Lazio di Petkovic: Juventus-Lazio 4-1 è la sconfitta più pesante (31 agosto 2013)


Lazio di Ballardini: Nel girone di Europa League composto da Levski Sofia , Salisburgo e Villareal dopo 4 giornate aveva 6 punti

Lazio di Petkovic: Nel girone di Europa League composto da Trabzonspor, Apollon Limassol e Legia Varsavia dopo 4 giornate ha 8 punti


Lazio di Ballardini: Top player per ruolo; P) Muslera D) Lichtsteiner C) Mauri A) Zarate

Lazio di Petkovic: Top player per ruolo; P) Marchetti D) Radu C) Candreva A) Klose


CONCLUSIONI – Prima di essere esonerato, Ballardini ebbe a disposizione 24 match. La squadra era al terzultimo posto in zona retrocessione e il suo bilancio in campionato era di 22 punti in 24 partite. Il 10 febbraio del 2010 venne sollevato dall’incarico e al suo posto arrivò Edy Reja. Guardando i numeri sopra elencati, si noterà come l’equilibrio fra bonus e malus dei due allenatori sia simile ma allo stesso tempo, rimangono almeno per ora difficilmente paragonabili le due situazioni. Petkovic al suo primo anno italiano ha portato a casa un trofeo (conquistandoselo partita dopo partita), dato un gioco alla Lazio (che ora non vediamo più) e fatto benissimo in europa tanto che, non fosse stato per il buon Collum, a Platini qualche Mon chéri sarebbe certamente di andato di traverso. E’ chiaro che sotto questo aspetto, il paragone fra i due mister non regge. Laddove c’era una squadra allo sbaraglio e senza troppa qualità (con Ballardini), oggi c’è confusione ma qualche possibilità. Si può e si deve ripartire anche affidandosi alla vecchia guardia, per recuperar terreno e guardare avanti. Con la speranza però, che il triangolo Lazio-Petkovic-Svizzera, possa risolversi quanto prima.

Cittaceleste.it

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