ANDERSHOW E’ TORNATO, MIRACOLO NEL SETTE

ANDERSHOW E’ TORNATO, MIRACOLO NEL SETTE

Miracolo nel sette, è tornato un Felipe di Dio

patto

ROMA – Miracolo nel sette, è tornato un Felipe di Dio: stop, mira, suola e giro all’incrocio. Doveva solo sbloccarsi, sentiva saudade di se stesso. Welcome back: il brasiliano si scalda nel primo tempo, rinasce nella ripresa. In 10’ fa impazzire ed espellere Cissokho, sette minuti dopo fulmina Lamanna con un arcobaleno che lo catapulta commosso in panchina. Pioli riabbraccia il figliol prodigo, la sua speranza del futuro («Simeone, Simenone», canta la Nord). A chi pensa che sia finito, Andershow riparte stasera, insieme a tutta la Lazio. In volo, Marchetti agguanta le ultime paure, sulla fascia Lulic ritorna trenino. Per fortuna non c’è più il deserto e Basta. Adesso deve riemergere pure il centrocampo: Cataldi continua a non convincere, Parolo a balbettare. Poco filtro, ma la difesa riesce in qualche modo a non subire gol per la seconda partita consecutiva in casa. IL RITORNO – Un dito al cielo, palla a Filip e c’abbracciamo. Djordjevic non segnava dal derby, era rimasto al doppio palo in Coppa con la Juve. Torna per la prima volta dall’inizio in questo campionato e fa centro. Tutta la squadra lo stritola, Lulic lo avvolge di gloria. Era un gol in “serbo” da tanto tempo: nella capocciata di Djordjevic c’è tutta la rabbia di chi non riusciva più a riprendersi dal terribile infortunio col Milan. Crack al malleolo, in estate altri strascichi: Filip era tornato ai box subito dopo l’amichevole contro il Sigma Olomouc, non c’era più uscito. Solo col Napoli, in una maledetta domenica, s’era affacciato dal tunnel. Adesso ci mette tutta la testa ed è rete. La guarda, Lamanna dal cielo: «Era fondamentale vincere col Genoa – spiega il bomber – perché dopo un 5-0 non era facile entrare subito in partita». Djordjevic si tuffa e la spezza. E nella ripresa sfiora persino il raddoppio a giro. CONTESTAZIONE – E pensare che anche lui s’era beccato i fischi alla lettura delle formazioni. Assordanti per Lulic, Radu, Mauri e Felipe. Povero Djordjevic, cosa aveva dovuto sentire: «C’avere rotto…La nostra fede non va tradita, mercenari, mercenari… Come Lotito, voi siete come Lotito». Già, il presidente, bersaglio comunque principale della contestazione all’Olimpico: «Vattene a Salerno…Caccia li sordi». La protesta non si placa nemmeno dopo il vantaggio. Fischi a ogni passaggio sbagliato di Felipe o di Lulic, a ogni missile di Rincon: «Tirate fuori le palle…». Due, le più importanti, finiscono dentro.

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