Anderson ‘mata’ il Toro. E la Lazio vola…

Anderson ‘mata’ il Toro. E la Lazio vola…

ROMA – Settantuno è il minuto degli eroi, il settantuno consacra questo Felipenomeno: a vuoto con un tocco Maksimovic, Anderson entra in area in mezzo a due uomini granata e infila Padelli, in uscita, nell’angolino alla sua destra. Marchetti salva due minuti più tardi su una conclusione velenosa di Darmian.…

ROMA – Settantuno è il minuto degli eroi, il settantuno consacra questo Felipenomeno: a vuoto con un tocco Maksimovic, Anderson entra in area in mezzo a due uomini granata e infila Padelli, in uscita, nell’angolino alla sua destra. Marchetti salva due minuti più tardi su una conclusione velenosa di Darmian. Così al 78′ Felipetto decide di chiudere ogni discorso: riceve la palla da Klose e distrugge le corna del Toro con un siluro. Due schiaffi pesantissimi a Ventura che, con un turnover pro-Zenit, aveva pensato dall’inizio d’intortare la sfida di campionato. La Lazio non vinceva sotto la Mole da sette anni, meravigliosi questi 3 punti ora di distacco dal Napoli. Applausi per Pioli (bravo a dare la scossa nella ripresa con l’ingresso di Keita), standing ovation per Anderson.

 

NUMERI – Dopo il solito quarto d’ora d’agonia del secondo tempo, tu dagliela. Dalla a Felipe: sui piedi, non in profondità. Dagliela che parte. Con la palla al piede, con la testa alta. Dagliela che trova lo spazio che altri non vedono. Il gemello diverso di Neymar parte ancora e spacca una partita: ora è il capocannoniere della Lazio con Mauri e Klose, a quota otto reti e sette assist in 21 presenze, ma in appena 1165′. Solo Anderson ormai decide il futuro biancoceleste, si procura i rigori e dà concretezza a ogni azione. Altro che furetto fumoso. Per intenderci: è clamorosa l’occasione divorata da Keita al 64′ su un passaggio decisivo del solito brasiliano. E anche l’assolo al fotofinish del Balde giovanotto per provare a imitare l’amico verdero. Di Felipe ce n’è uno, oggi come oggi in serie A, come lui non c’è nessuno.

Cittaceleste.it

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