CONTESTAZIONE – Quali frutti produrranno quei dieci sacchi di concime?

CONTESTAZIONE – Quali frutti produrranno quei dieci sacchi di concime?

Di Serena Cerracchio 

ROMA – Quali frutti produrrà questo concime? Dieci sacchi di letame davanti all’ingresso di Formello, un centinaio di tifosi a depositarli: “Squadra nella m…: volete farci affogare, ma prima ve la facciamo mangiare”, il primo striscione. E il secondo, appeso sulle recinzioni del centro sportivo, verso la dirigenza: “Lotito, te stai a magnà tutto, magnate pure questa”. Contestazione dura venerdì, ma civile, organizzata a distanza di sei giorni dall’ultima debacle con la Juve, dopo 5 sconfitte e un pari in campionato. La Lazio era rientrata nella notte da Saint-Etienne in ritiro, alle 12 il blitz “fertilizzante” per la sfida del monday night con la Samp. Che stasera deciderà le sorti di Pioli sulla panchina biancoceleste: “Ci dispiace vedere il mister protagonista di un film, purtroppo, già visto. E’ l’ennesima vittima sacrificale usata per nascondere le nefandezze altrui”, assicura la Nord. Schierata dunque al fianco dell’allenatore, il dito resta puntato contro squadra e dirigenza.

LE ACCUSE – Formello rimane blindata dalla polizia. Venerdì mattina c’erano diverse camionette e uomini della digos a proteggere il centro sportivo da una protesta preventivata. Nessun contatto con la società: “La situazione insostenibile che stiamo vivendo ha dei responsabili ben precisi. Prima di tutto la dirigenza, figlia di un presidente che si permette di insultare non gli ultras ma tutto il popolo laziale e che, regolarmente, disattende il promesso salto di qualità. Dopo undici anni possiamo affermare, con assoluta certezza, che dietro questo comportamento c’è un Lotito in malafede che merita di restare solo”. Ora però le responsabilità non sono più solo sue, anche i giocatori finiscono sotto processo: “Al secondo posto c’è una squadra colpevole, oltre che di scarso impegno, di non essersi mai schierata al fianco di una tifoseria colpita da una repressione senza precedenti. Tifoseria che, durante tutta la scorsa stagione, le era stata vicino dentro e fuori lo stadio. Mentre il capitano della Juve Buffon venerdì ci manifestava solidarietà, abbiamo dovuto ascoltare, dopo sei mesi di silenzio e indifferenza, un nostro giocatore lamentarsi della scarsa affluenza di pubblico, come se vivesse su un altro pianeta”.

ALLENATORE – Non sono andate giù a parecchi laziali le parole di Marchetti, che dopo l’ultimo ko invitava i tifosi a dare di più, al di là dei risultati, ignorando la loro battaglia contro il prefetto Gabrielli all’Olimpico: “Dal canto nostro continueremo a tifare, soltanto in trasferta, per la nostra gente e per la nostra maglia, consapevoli, comunque, che chi la indossa non merita l’affetto di questo meraviglioso popolo”. Tutti intorno a Pioli, dunque, che pure rimane l’uomo più in bilico questa sera. Se non dovesse perdere con la Samp, l’allenatore potrebbe rimanere ancora in sella. La società monitorerà le modalità in cui matureranno i prossimi risultati. Andrebbe bene persino un pari stasera, purché centrato con impegno e sudore in campo. Insomma, forza e coraggio, guai a farsela sotto. Perché a a -5 dalla zona retrocessione si rischia davvero di sprofondare in quei dieci sacchi di letame.

Cittaceleste.it

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