Coppamara: troppa Juve per la Lazio…E per Inzaghi

Coppamara: troppa Juve per la Lazio…E per Inzaghi

Questo il commento della finale di Coppa Italia contro la Juventus

ROMA – Azzecca una stagione, poi in finale stravolge tutto il copione. Purtroppo stavolta Inzaghi deve fare mea culpa per questo brutto scivolone. Ostinato, Simoncino, a far giocare Parolo dall’inizio: il centrocampista non si regge nemmeno sulle gambe, la Lazio gioca in 10 e poi è inevitabile il cambio. Subito sotto di due reti, inconcepibile però la mossa di Radu a far arretrare ancora la retroguardia. Sembra quasi una resa anticipata, come se il tecnico non volesse prendere un’imbarcata. Alla vigilia aveva detto di volersela giocare, dopo 20 minuti passa a 5 veri difensori dietro, che sembrano di vetro. Alla fine Inzaghi deve ringraziare Strakosha per la sconfitta così di misura, ma stavolta tatticamente è inesistente la sua creatura.

PARATE – Para tutto, nonostante la sua porta alla fine sia in lutto. L’ultimo ad arrendersi a una Juve micidiale è Thomas Strakosha in questa finale. Non può nulla sui tapin di Dani Alves e Bonucci, Wallace e gli altri lo lasciano solo e lui ingoia parecchi tarallucci. Amari da ingoiare quando fai un partitone e riesci persino a non far segnare un campione. “Irriducibili” come la coreografia i guantoni dell’albanese di continuo a calvacioni, strepitosi nel primo tempo sulle bordate d’Higuain e Dybala almeno in quattro occasioni. Pazzesca, in particolare, la parata sul Pipita: Strakosha prima si tuffa su una prima bordata, poi ci mette tutto il corpo sul tapin facile dell’argentino. A volte è davvero strano il destino. Perché nell’altra porta c’è un tal Neto, che da un anno è indicato come primo alla Lazio e, grazie al palo di Keita al 6’, non paga alcun dazio.

RIPRESA – Nel secondo tempo la Juve gigioneggia persino, due tiri dei subentrati Felipe Anderson (pimpante) e Luis Alberto quasi non fanno testo, così come i tentativi d’Immobile, perché la Coppa Italia torna comunque a Torino. Troppo grande la formazione d’Allegri ancora per la Lazio, oltre i demeriti è difficile trovare in questa sconfitta un’altra ratio.

Cittaceleste.it

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