Da Palermo a Palermo: Inzaghi ha soffiato ed è cambiato il vento

Da Palermo a Palermo: Inzaghi ha soffiato ed è cambiato il vento

Record di punti (37 in 20 partite) dall’esordio di Simoncino al Barbera. In sette mesi riportato l’entusiasmo

di ALBERTO ABBATE

ROMA – Sentite com’è cambiato il vento? Tutti senza fiato legati a questo prato di stelle. S’illumina Felipe e accende i tifosi. S’accende la Lazio e s’illumina l’Olimpico: 25mila – e sono ancora pochi allo stadio – sospesi in un entusiasmo che può cambiare il corso delle cose. L’obiettivo una volta era il ritorno in Europa League, adesso in Champions. Ormai non hanno paura di dirlo nemmeno gli stessi protagonisti: vogliono provare a volare, non più semplicemente restare in equilibrio senza cadere mai. I biancocelesti ora alzano gli occhi e poi sorridono: la classifica brilla e la Roma a -1 non provoca vertigini perché nessuno guarda giù.

IDENTITA’ – Si riconoscono i respiri di ogni giocatore, le urla d’Inzaghi. Questa Lazio ha una precisa identità e non incombono più ombre né fantasmi. L’estate di Bielsa si è già ritirata, l’inverno annega nel calore della grinta trasmessa dal mister. Questa squadra è sempre più la sua immagine riflessa: non molla mai, cattiva, sempre in partita, determinata, elettrica, cannibale. Ed è incredibile il percorso da Palermo a Palermo, sette mesi dopo lo sbarco di Simoncino in panchina ad aprile scorso. Anzi dal derby al derby.

RE DI UN’ERA – Inzaghi era subentrato a Pioli a Palermo proprio dopo il duro colpo inferto dalla Roma. Adesso il tecnico, sbocciato in tutti i sensi in Primavera, torna al Barbera  prima di consacrarsi definitivamente contro gli acerrimi rivali giallorossi. Le partite si invertono. Sino ad oggi però Simoncino ne ha già disputate 20 (11 vittorie, 4 pareggi, 5 sconfitte), ottenuto 37 punti e superato tutti i suoi predecessori dell’era Lotito (Petkovic, Reja e Pioli) con una media punti di 1,85 spaventosa.

RECORD – Gruppo, intelligenza e fantasia al potere d’Inzaghi. Questa Lazio somiglia tanto a quella del miracolo Pioli, ma è più furba (vedi il punto di Napoli) e si vedono i frutti. Non soltanto nei 5 punti in più rispetto alla stagione 2014/15 alla tredicesima giornata. Già tredici giocatori (e sopratutto 3 difensori) mandati a rete contro i 16 di quell’annata da terzo posto ma in 45 gare (compresa la Coppa Italia). Una differenza reti (+12) superiore a qualunque altra Lazio dell’epoca lotitiana. Questa dunque è già una Lazio da record. E’ vero, bisognerà aspettare maggio, l’alternanza delle stagioni (questa è quella fatta bene, dopo l’ennesimo annus horribilis), ma in autunno il vento della gioventù ha portato il polline. Adesso è miele biancoceleste il futuro, una libidine: CONTINUA A LEGGERE 

Cittaceleste.it

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