HOEDT – Più calciatore o fotomodello?

HOEDT – Più calciatore o fotomodello?

manna

di Andrea Colacione

ROMA – In una partita talmente oscena da sembrare il peggior film horror di Dario Argento, è alquanto complicato indicare un colpevole o più semplicemente il peggiore in campo, ma proviamo a soffermare la nostra attenzione su Wesley Hoedt, che è rimasto semplicemente coinvolto in tutti e cinque i gol del Napoli, comportandosi da autentica statua di sale. Hoedt per sua sfortuna è finito tritato, sbriciolato dalla classe e dalla velocità degli attaccanti partenopei ed il fatto di avere avuto come compagno di reparto Mauricio ha fatto il resto, insieme ad un centrocampo che oltre a non aver indovinato mezzo passaggio decente, ha fatto filtro zero, anzi zero assoluto. E così, se fino a poco tempo fa c’erano i vari Ciani, Cana e Novaretti, ora a rilevarne il posto e ad emularne tali prestazioni indecenti sono subentrati Mauricio e proprio il nostro Hoedt, che è sì meno scarso con i piedi, ma è al tempo stesso di una lentezza pachidermica.

LA PRESTAZIONE – “Mastrolindo” Mauricio ed il “belloccio” Hoedt, ieri sera hanno tirato fuori la parte più trash del loro repertorio: statua di marmo il primo e “pupazzo” di gesso il secondo, per non parlare poi di Stefan Radu, che è ormai un ex calciatore da un bel pezzo e che come premio ha ricevuto dall’illuminato “Aladino” Lotito un bel rinnovo quinquennale. E’ chiaro che per Hoedt, che è l’ultimo arrivato in questa allegra compagnia di “ballerine” di can can con il tutù, in queste condizioni diventa tutto più difficile, oserei dire drammatico, ma anche lui ci ha messo del suo. Higuain lo ha saltato ripetutamente e con disarmante facilità ed in mezzo a tutto ciò si è fatto saltare anche da Allan e si è fatto infilare alle spalle da Gabbiadini. Ieri sera il bellissimo “olandesone”, calcisticamente è stato tutt’altro che bello e purtroppo per lui è stato l’attore protagonista della “Casa nella prateria, anzi nelle praterie” dove i furetti di Sarri hanno cavalcato sentieri per loro paradisiaci. Purtroppo per lui il calcio italiano non è il calcio olandese e dovrà imparare in fretta se non vorrà spegnere anzi tempo il proprio sogno. Il tempo per rimediare c’è ma le condizioni certamente no, perché la Lazio versione 2015-2016 oltre ad avere spaventose lacune tecniche e di organico è in totale confusione, in una pessima condizione atletica e completamente svuotata nelle motivazioni e persino nell’orgoglio.

LE COLPE – Di chi è la colpa? In primis ovviamente di un presidente, che come al solito continua a fare i propri interessi e non certamente quelli della squadra e dei tifosi. Poi dell’allenatore (recidivo perché aveva compiuto il medesimo errore a Bologna, finendo esonerato) che facendo l’aziendalista sino in fondo ha avallato un calciomercato da scempio, finendo con l’andare in totale confusione sotto tutti i punti di vista. Ed infine dei giocatori. Qualcuno di loro è profondamente scarso punto e stop, qualcun altro ha finito la benzina già da un po’ ed è al canto del cigno e quelli migliori sono completamente privi di motivazioni e giocano contro voglia in una squadra che avrebbe avuto il dovere di fare la Champions League e che invece nella migliore delle ipotesi è destinata a disputare una stagione anonima. I rischi di tale andazzo sono tanti, troppi e purtroppo Pioli se non troverà un colpo di bacchetta magica rischia l’esonero. “Don Abbondio” Reja questa volta non potrà traghettare la Lazio verso la salvezza perché è impegnato con l’Atalanta e chissà che Lotito non regali l’ennesima perla ai suoi tifosi, magari ritirando fuori da un armadio un impolverato e arrugginito Nedo Sonetti, oppure qualche Oronzo Canà della situazione. Tanto al Borgorosso Football Club peggio di così…

IL TIFO – Ma la colpa principale è di parte della tifoseria; una minoranza d’accordo, ma una minoranza ancora troppo sostanziosa che appoggia, avalla e finanzia colui il quale sta trascinando la Lazio nel baratro dopo averle succhiato il sangue. E l’ultimo comunicato societario ha superato abbondantemente il ridicolo. Quella che una volta era una curva di “papponi” e “prostitute” è stata lodata per come segue ed incoraggia la squadra. Il motivo è semplice e lo capirebbe anche un bambino di prima elementare. I tifosi di Lotito si sono piegati, asserviti e forse hanno raggiunto anche qualche compromesso. A loro sta bene tutto così ma ai laziali veri certamente no. Devono fare civilmente la voce grossa e restaurare la normalità, i sentimenti e la passione biancoceleste. Tutto ciò che con Lotito non è mai esistito e non potrà mai esistere. E peccato che soltanto pochi giorni prima di quell’orrendo ultimo comunicato “il padre-padrone” aveva affermato a Salerno che, appunto a Salerno, si respirava un’aria decisamente migliore rispetto ad una Roma biancoceleste che lui non ha mai amato e da cui non sarà mai amato. Chi semina vento non può che generare tempeste, ma Lotito va fermato in tempo prima che finisca di distruggere il club ed una passione biancoceleste che resiste dal lontano 1900.

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