Il Parma non è mai cotto

Il Parma non è mai cotto

di FEDERICO TERENZI Parmacotto è stato uno dei pochi sponsor che hanno fregiato la maglia della Lazio durante la gestione Lotito. Questo Parma però sembra tutto meno che cotto. Forte dei suoi 12 punti in classifica è pronto a fare uno sgambetto alla Lazio, cercare di agganciarla e far livellare…

di FEDERICO TERENZI

Parmacotto è stato uno dei pochi sponsor che hanno fregiato la maglia della Lazio durante la gestione Lotito. Questo Parma però sembra tutto meno che cotto. Forte dei suoi 12 punti in classifica è pronto a fare uno sgambetto alla Lazio, cercare di agganciarla e far livellare la classifica sempre di più verso il basso.

 

ATTACCO ATOMICO – Pietro Leonardi, da esperto e navigato uomo di mercato come è ha fatto un ragionamento logico, Fantantonio è troppo avvolto nella nebbia di Milano, meglio farlo respirare nella bell’ Emilia dove può esprimere tutta la sua fantasia a suon di pedalate in pianura. Il valore del barese non si discute, è un grande accentratore e su di lui graviterà tutto il gioco del Parma e passeranno i pericoli maggiori per la Lazio, vuole essere coccolato come un bambino, essere all’ ombra di altri campioni lo deprime. Tante veroniche per mandare in goal il brasiliano Amauri, il globetrotter degli arieti del nostro campionato. Dopo l’ esperienza con il Palermo, qui ha trovato la sua dimensione anche se è a caccia del suo primo goal stagionale e dietro di lui sgomitano Palladino e Sansone. Con il benestare di Belfodil, venduto a peso d’oro all’ Inter dove fa ancora panchina, tanto di cappello alla dirigenza gialloblù.

 

SECCHIELLO E PALETTA – Davanti al buon Mirante, il vero regista della difesa è Paletta, non sicuro del posto visto che ha appena recuperato. Si armerà anche di secchiello per ergere un muro di sabbia mista a cemento per cercare di arginare il Panzer tedesco della Lazio e alzare un vero e proprio fortino da fare invidia ai migliori bunker alzati durante la conquista del West negli Stati Uniti d’ America.

 

SENZA PAROLO – Senza parole, direbbe il buon Vasco Rossi. Il cervello della squadra sarà proprio Marco Parolo, che non vorrà sfigurare davanti al proprio pubblico e guadagnarsi risposte concrete verso la prima storica convocazione in azzurro. Sarà lui ad innescare gli esterni Marchionni, di terra romana e Gobbi che, a dispetto del cognome si trasformerà da dromedario in gazzella.

 

AL CENTRO DEL PROGETTO – Petkovic è un generale che difficilmente ha voglia di abbandonare la propria nave. Ha fatto un discorso ai suoi commilitoni. Parma è una tappa importante per capire di che pasta siamo fatti. Bisognerà mangiare del buon Parma per tornare nel banchetto delle grandi.

 

Cittaceleste.it

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