L’ALBA DEL GIORNO DOPO – Lazio sulla luna con Anderson e Candreva!

L’ALBA DEL GIORNO DOPO – Lazio sulla luna con Anderson e Candreva!

ROMA – Non si ferma più: con il 2-0 rifilato al Verona la Lazio continua il suo percorso netto, sei vittorie nelle ultime sei per un totale di 18 punti, più 4 sulla quarta, record per i quali bisogna tornare indietro negli anni fino al 2006/07 con Delio Rossi, una…

ROMA – Non si ferma più: con il 2-0 rifilato al Verona la Lazio continua il suo percorso netto, sei vittorie nelle ultime sei per un totale di 18 punti, più 4 sulla quarta, record per i quali bisogna tornare indietro negli anni fino al 2006/07 con Delio Rossi, una scorpacciata che comunque non sembra affievolire la fame di Champions della squadra biancoceleste. Ancora la ricetta vincente, i soliti ingredienti che rendono la Lazio la squadra più gustosa del campionato: divertimento per chi guarda e per chi gioca, entusiasmo in dosi massicce, la prepotenza atletica di Candreva evidente nella bomba su punizione che ha ratificato vittoria e tre punti, e la fantasia illuminante di Felipe Anderson, un ex ufo atterrato solo a novembre con un rinnovo appena firmato (fino al 2020) come un eroe per caso anche se i 10 gol e gli 8 assist in 4 mesi e mezzo dicono con certezza che un caso non è. Anche ieri sera il piatto ride a Pioli, fino a qualche settimana fa roba per palati fini ma oggi pietanza sublime e popolare alla quale i tifosi (sì, gli stessi che l’anno scorso fischiavano, a ragione, in ogni dove) ormai cominciano ad aver fatto la bocca: «Rifatte l’occhi, stamo a giocà a pallone», viene issato in curva Nord poco prima che la partita inizi. Messaggio inviato a Cesena, dove la Roma gioca per evitare la beffa delle beffe. Cioè il sorpasso con tanto di corna dallo specchietto, cosa che non si verifica. Per ora, sostengono gli entusiasti. I quali, in effetti, ieri sera hanno avuto ragione visto che dopo appena 4 minuti di gioco si è capito quanto la partita fosse in linea col solito menù, almeno quello in vigore da un paio di mesi a questa parte.

 

Così, Felipe segnava e l’attenzione generale andava proprio in Romagna, con svolazzi pure a Napoli e a Genova, nonostante la Lazio sul campo si dannasse per costringere l’Olimpico a fissare la partita. Perché il Verona dell’immarcescibile Luca Toni c’era e non c’era, seduto a tavola ma senza possibilità di mangiare. Sotto costante assedio e stordita dai guizzi di Felipe che ieri sera ha pure sfoderato l’inedito proprio all’antipasto: crossa Basta e il piccolo brasiliano la mette di testa. Il che, per uno che non è altissimo ma che segna a raffica come i top dei top, in egual misura destro (4 gol in campionato) e sinistro (altri 4), vale come conferma da mago in un momento magico. Serpentine, doppi passi, colpi visibili solo al replay: Felipe fa tanto, ma non tutto. Sembra voler lasciare un po’ di gloria pure ai compagni: come Marchetti, appena ri-convocato in Nazionale per lo stop di Perin, o come Candreva, ostinato nel cercare il gol fino a trovarlo di prepotenza con una punizione da lui stesso conquistata a fine primo tempo. Il resto è roba di applausi, standing ovation, cori un po’ per tutti i giocatori. Per la beffa delle beffe c’è tempo. Basta continuare ad avere una fame da leoni e non cambiare mai il menù. (Corriere della Sera)

Cittaceleste.it

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