Lazio: la Dea ti ammalia in casa, bendata fuori

Lazio: la Dea ti ammalia in casa, bendata fuori

ROMA – Come tutte le divinità dell’Olimpo anche la Dea se ne sta lì in disparte pronta a guardare le mosse degli altri. Il suo pigmalione Colantuono prova a dirigerla con grande grinta e carattere, i risultati si vedono la classifica dice 31 punti, a meno nove dall’obiettivo salvezza tanto…

ROMA – Come tutte le divinità dell’Olimpo anche la Dea se ne sta lì in disparte pronta a guardare le mosse degli altri. Il suo pigmalione Colantuono prova a dirigerla con grande grinta e carattere, i risultati si vedono la classifica dice 31 punti, a meno nove dall’obiettivo salvezza tanto caro al presidente Percassi. La Dea che ha plasmato sembra davvero essere ammaliante in casa, dove ha costruito il suo tesoretto, mentre mostra tutte le sue fragilità fuori casa dove, fino ad oggi, è riuscita a collezionare solo un successo lontano dall’ Atleti Azzurri d’ Italia. In cabina di regia è tornato Cigarini che, ammaliato dalla chiamata del Napoli, ha pensato bene di cercare di eruttare come il Vesuvio, ma alla fine è imploso ed ha ritrovato la sua stabilità qui a Bergamo, la sua casa dove non è uno dei tanti, ma il diamante grezzo più importante.

Occhio anche al dribbling dello Jack Sparrow del centrocampo, sperando che possa ancora rimanere qui senza pensare che, come direbbe Battisti, non sarà solo una Bonaventura. In attacco invece chi vuole cercare di tirare un brutto tiro a chi lo ha corteggiato è il Tanke Denis, attaccante possente che ha affinato al massimo la sua intesa con Maxi Moralez, furetto che svarierà sulla trequarti cercando di non dare punti di riferimento alla retroguardia biancoceleste, con i suoi guizzi e cambi di direzione imprevedibili. Reja punta in alto, in un Olimpico deserto, bisogna togliere la sete alla Dea e ritornare nell’Olimpo della Serie A.

Cittaceleste.it

 

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