Lazio umiliata solo nel risultato. Attacco presente, difesa disastrosa. Ora rifondare: via Reja e costruire una nuova difesa.

Lazio umiliata solo nel risultato. Attacco presente, difesa disastrosa. Ora rifondare: via Reja e costruire una nuova difesa.

ROMA – L’ultimo appello per l’Europa. Reja, senza Mauri e Candreva, prova il tutto per tutto buttando nella mischia Felipe Anderson e Keita ai lati di Miroslav Klose. E’ incredibilmente Biava il primo marcatore della gara, dopo appena 90 secondi. Proprio il numero 7 brasiliano va a prendersi un ottimo…

ROMA – L’ultimo appello per l’Europa. Reja, senza Mauri e Candreva, prova il tutto per tutto buttando nella mischia Felipe Anderson e Keita ai lati di Miroslav Klose. E’ incredibilmente Biava il primo marcatore della gara, dopo appena 90 secondi. Proprio il numero 7 brasiliano va a prendersi un ottimo angolo dopo una sgroppata di 40 metri. Sugli sviluppi, Nagatomo accorcia in ritardo su Pereirinha, uno dei duelli a sorpresa del match, cross per Cana che tutto solo serve un assist al bacio all’anziano difensore. Risponde ben presto l’Inter. Bastano 5 minuti a Kovacic per bucare il centrocampo, i centrali, piazzati, si aprono e perdono Palacio che, a tu per tu con Berisha, non sbaglia. Difese pessime, attacchi concreti, i pronostici sono rispettati.

 

CI SI DIVERTE – Squadre lunghe, gli attacchi sono vivaci. Palacio chiama due volte Berisha alla risposta, la Lazio si affida a Keita. E’ ispirato lo spagnolo, sostenuto anche dai movimenti di Klose e Felipe Anderson che aprono gli spazi. Poco concreta la formazione biancoceleste.

 

DIFESA IMBARAZZANTE – Dias sbaglia ancora sul secondo gol, perdendosi Icardi alle sue spalle con un movimento poco decifrabile. Lo stesso brasiliano, insieme a Cana, sbaglia il doppio anticipo sugli attaccanti interisti e consegna il 3-1 in grado d’ipotecare il match. Male, malissimo. La Lazio dimostra di poter mettere in difficoltà l’Inter offensivamente ma di essere troppo vulnerabile dietro.

 

RIPRESA SILENZIATA – La Lazio non riesce a fare gioco. Biava con un colpo di testa, Pereirinha con le sue sgroppate, Felipe Anderson e Keita ad intermittenza, sono gli unici a dar segni di vita. Imbarazzanti le condizioni alla distanza di Dias, mentre Ledesma prova, riuscendoci a dare un po’ di ordine dopo l’uscita di Gonzalez. L’Inter arretra ma gioca senza fatica, glorificando Zanetti in tutta tranquillità dopo la sua entrata al 50′. Scompare Klose, non al meglio, capace di non buttar via il pallone ma non di sprintare. Normale vista la distanza dalla porta in cui staziona il tedesco. Gli ordini di Reja sono evidenti: fare il Mauri senza esserlo. Impossibile.

 

KEITA ISPIRATO, PEREIRINHA IL MIGLIORE, FELIPE ANDERSON C’E’ – E’ Balde Diao Keita a crearsi ottime occasioni. Sicuramente l’esterno spagnolo, dopo il colpo di testa di Biava, è l’unico in grado da solo di scaldare i guantoni ad Handanovic. Sbaglia su un cross morbido di Candreva, ma ci può stare. Positiva invece, la prova di Pereirinha, uomo ovunque della Lazio odierna. Niente male per il portoghese alla sua ultima stagione in biancoceleste. Capacità e riflessi del portierone dell’Inter anche su due sventole, una deviata di Felipe Anderson. Offensivamente capitolini da 7, difensivamente da 4.

 

IL GOL DELL’EX – Hernanes mantiene la promessa e segna. Dias lo fronteggia malamente, gli lascia spazio, e Il Profeta non perdona. Non esulta, rispetta una Lazio che, tutto lo hanno visto, si è impegnata ma non è riuscita a segnare. Il 4-1 stona, e non poco, viste le occasioni in campo. Troppo scarsa li dietro la formazione biancoceleste per essere reale.

 

LAZIO UMILIATA SOLO NEL RISULTATO, C’E’ TANTO SU CUI LAVORARE – Finisce così, senza altre emozioni. La Lazio abbandona finalmente il sogno Europa League. Un sogno di rimpiazzo rispetto ai proclami, che ne dica Tare nel pre-partita. Basta con questo “possiamo ancora farcela”, bisogna mettere un punto e ripartire. Cambiando allenatore, in primis, restaurando centrocampo ed attacco e confezionando una difesa nuova, o meglio, una difesa. Quella di stasera sembrava una banda di panciuti signorotti passati li per caso.

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