NIENTE EUROPA – Con la Lazio tutta l’Italia fuori: non succedeva da 15 anni

NIENTE EUROPA – Con la Lazio tutta l’Italia fuori: non succedeva da 15 anni

Anche nel 2017-18 avremo solo tre squadre in Champions, due ai gironi e una ai preliminari. Ma anche per le stagioni successive le cose si complicano…

ROMA – L’ultimo addio fa troppo male: l’Italia del calcio saluta l’Europa prima ancora che arrivi la primavera e lo fa con l’eliminazione più sorprendente, quella della Lazio contro lo Sparta Praga, che arriva nel peggiore dei modi,con una clamorosa batosta all’Olimpico. Quasi a voler mettere il dito nella piaga in una stagione maledetta per i biancocelesti (già fuori ai preliminari di Champions quest’estate e balbettanti in campionato) e in un momento tutt’altro che esaltante della Serie A. Il calcio italiano non avrà rappresentanti ai quarti di finale delle due coppe continentali: era dal 2000-2001 che non accadeva, quando Parma e Inter non superarono gli ottavi dell’allora Coppa Uefa e Milan e Lazio si fermarono alla seconda fase a gironi prevista dalla vecchia formula della Champions.

LEZIONE Al di là degli episodi e dei rimpianti, le parole più significative le ha pronunciate Spalletti, che pure ha perso nel confronto più proibitivo: “Altro che complimenti: quando si perde, tutti zitti e a casa”. Tutti zitti e a casa, appunto: i punti accumulati in questa stagione superano di poco i 70, l’Italia è dietro nettamente alla Spagna e alla Germania, ma anche all’Inghilterra che in ogni caso ha ancora qualche chance di aumentare il gap. La possibilità di superare gli inglesi nel ranking alla fine di questa stagione è già sfumata aritmeticamente: dunque, anche nel 2017-18 avremo solo tre squadre in Champions, due ai gironi e una ai preliminari. Ma anche per le stagioni successive le cose si complicano: nel calcolo sparirà il 2010-11 (dove l’Inter ai quarti di Champions fu il miglior risultato), ma questa stagione rischia di pesare tantissimo. Un danno economico, come ha detto Marotta: ma se le cose vanno avanti così da tempo – scrive Gazzetta.it – la colpa non è certo degli arbitri.

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