OGGI SI GIOCA – E la Lazio s’aggrappa a Miro…

OGGI SI GIOCA – E la Lazio s’aggrappa a Miro…

ROMA – Ha saltato l’Atalanta, ha bucato la partita con l’Inter confermando la teoria sostenuta tra novembre e dicembre, quando sbuffava per la panchina e stentava a entrare in forma: alla soglia dei 37 anni, da compiere il 9 giugno, un vecchio campione come Klose ha bisogno di giocare con…

ROMA – Ha saltato l’Atalanta, ha bucato la partita con l’Inter confermando la teoria sostenuta tra novembre e dicembre, quando sbuffava per la panchina e stentava a entrare in forma: alla soglia dei 37 anni, da compiere il 9 giugno, un vecchio campione come Klose ha bisogno di giocare con continuità per tenersi in vita sul campo. Quasi meglio affrontare la fatica di tre partite in una settimana, gestendosi durante gli allenamenti, piuttosto che restare a guardare. Dopo aver saltato la trasferta di Bergamo, cercando il cartellino giallo che gli avrebbe permesso di cancellare la diffida in vista del rush finale, il tedesco è stato il protagonista mancato con l’Inter, non solo perché si è divorato l’occasione del possibile raddoppio, quando la Lazio era ancora in dieci, nella fase decisiva della partita. Sembrava arrugginito, spesso in ritardo, senza il riflesso giusto nel gestire il pallone, come se avesse perso il ritmo e l’intensità a dieci giorni di distanza dall’ultimo impegno con il Parma.

Medie super. Quel gol fallito con Handanovic in uscita è diventato uno dei rimpianti principali di una notte stregata per la Lazio, di nuovo risucchiata e incapace di piazzare l’allungo verso la Champions sul più bello. Chissà quanto ci avrà pensato Klose, che in quattro anni non aveva mai giocato così bene e segnato con regolarità alla Lazio come nell’ultimo periodo. Miro studia tutti i portieri. La distanza era ravvicinata e spesso Handanovic tiene le gambe piegate per lanciarsi a molla sui lati. Klose, non potendo arrivare a tirare con il sinistro, ha provato a bucarlo d’esterno. Voleva segnare facendo passare il pallone tra le sue gambe. Handanovic è stato fortunato, ricadendo ha fermato il pallone con il sedere. Le statistiche non portano bene. Prima del confronto con la squadra di Mancini, le medie di realizzazione di Miro (9 gol, 3 assist, 1 rigore provocato in 14 presenze da titolare nel girone di ritorno) erano state portate ad esempio: miglior bomber della serie A nel rapporto tra gol segnati (12 dall’inizio del campionato) e tiri, sottolineando una caratteristica universalmente riconosciuta. Sotto porta è micidiale, spietato, trova sempre il modo più semplice ed efficace per depositare la palla in rete.

 

Volata. Questo è il momento decisivo della stagione, non per modo di dire. Tre finali di campionato per centrare la Champions, più quella di Coppa Italia. Un brivido da consumare in sedici giorni. Quasi fosse un Mondiale ed è ovvio che la Lazio si aggrappi alla classe immensa del suo campione tedesco. Tocca a Klose trascinare Pioli e la squadra verso il traguardo. Stasera tornerà a Marassi, nello stadio dove si era fatto male al ginocchio nell’inverno 2013, affrontando il Genoa. Petkovic lo perse per due mesi abbondanti, esattamente come era successo a Reja nella stagione precedente e anche l’anno scorso a causa di due stiramenti. Niente volata a causa di infortuni pesanti nel girone di ritorno. Le assenze di Biglia e De Vrij hanno condizionato nell’ultimo mese il cammino di Pioli. Djordjevic s’era rotto il malleolo alla fine di gennaio, è appena rientrato e non ha ancora ritrovato la condizione giusta. Klose, per la prima volta da quando indossa la maglia della Lazio, si presenta nella forma migliore in fondo alla stagione. E’ tornato un bomber implacabile dopo aver impiegato sei mesi a smaltire la sbornia e lo stress del Mondiale.

Futuro. Con la stessa determinazione feroce, ora deve segnare i gol più pesanti della sua storia laziale, portando Pioli e il suo amico Tare in Champions, la “mission” per cui era stato ingaggiato nel 2011, primo e unico vero top player della gestione Lotito. Sampdoria, Juve, Roma e Napoli da stendere tra stasera e il 31 maggio prima di controllare la schiena dolorante, guardare sua moglie Sylwia negli occhi e decidere se continuare per un’ altra stagione con la Lazio, come tutti pensano a Formello, o ritirarsi subito e tornare in Germania per diventare allenatore. Ha un altro anno di contratto, tante offerte per continuare a giocare, la prospettiva di una nuova carriera in panchina. E’ tutto aperto. Non ha ancora scelto. Deciderà con la sua famiglia dopo il 31 maggio. (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy