Parma grattuggiato, è la dura legge del (ex) gol

Parma grattuggiato, è la dura legge del (ex) gol

ROMA – Da Parma al Parma, Parolo resuscita ed eguaglia il record degli 8 gol in biancoceleste proprio contro la sua ex squadra. Mira, guarda lì e spara. Il suo siluro al 10′ è solenne come un giuramento, è una proiezione della sua costola malconcia: rimane in silenzio, Mirante, mentre…

ROMA – Da Parma al Parma, Parolo resuscita ed eguaglia il record degli 8 gol in biancoceleste proprio contro la sua ex squadra. Mira, guarda lì e spara. Il suo siluro al 10′ è solenne come un giuramento, è una proiezione della sua costola malconcia: rimane in silenzio, Mirante, mentre l’oracolo s’insacca alla sua sinistra. Romantico, eppure spietato Marco, segna ancora contro una sua ex. Dura lex. Come quella del gol. Il padrino resta un Mito: gli basta un tapin su una ribattuta, Klose sale a quota 12 gol, a 4 dal record in A, a 55 con questa meravigliosa maglia della Lazio. Bandiera come la sventola, tre minuti più tardi, Candreva: stavolta il panzer diventa assistman (il quinto servizio in questa stagione), una nuova specialità, Sant’Antonio torna a benedire la rete. Anche l’esterno acciuffa l’ottavo centro per far volare la Lazio in Champions. Poi sforna l’assist della liberazione d’un Balde giovane. 

 

 

RECORD SU RECORD – In una serata così, non poteva mancare un’altra emozione: il primo gol stagionale di Keita, finalmente libero dai turbamenti e quasi in lacrime. Spezzato, grattugiato, questo povero Parma. Stracotto come mai era successo nell’era Lotito. Tre gol in sei minuti, non accadeva dal 15 gennaio 1995, Lazio-Foggia 7-1 (3 gol in 5′: Casiraghi, Signori, Boksic). All’Olimpico 37 reti segnate per la gioia degli spettatori biancocelesti in delirio, 43 su 62, i centri del centrocampo goleador biancoceleste. Chievo e Juve sono già un lontanissimo ricordo. E non conta persino che la Roma sia tornata a vincere col Sassuolo. La Lazio resta a più, ma sembra tre metri sopra questo cielo biancoceleste. Già con la testa a Bergamo, senza Klose (squalificato, magari volontariamente) per far visita al vecchio “Zio Edy”. Lui sa bene cosa intende la Nord: “Co’ sta maglia addosso non c’ho paura di nessuno…11 leoni”. Tana per Reja.

Cittaceleste.it

 

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