PRAGA – Alla fine vince la Nord: tutti sotto la statua di Jan Palach

PRAGA – Alla fine vince la Nord: tutti sotto la statua di Jan Palach

«Voglio andare a vincere in Europa» è il coro più gettonato. Da brividi anche la risposta dei tifosi dello Sparta che hanno inscenato una bellissima coreografia.

PRAGA – Alla fine ha vinto la Curva Nord. Tutti sotto la statua di Jan Palach. Lo zoccolo duro della tifoseria lo aveva deciso prima della partenza per Praga e così alla fine è stato. La mattina è trascorsa tranquilla e senza nessun tipo di preoccupazione. Alla 16, orario fissato dal direttivo dei tifosi laziali alla spicciolata piazza San Venceslao si è colorata di biancoceleste. Con il passare del tempo la piazza si è riempita. Tutto si è svolto nella più completa tranquillità. L’allarme era a livelli massimi, un elicottero ha sorvolato la città per tutta la durata della manifestazione. Dopo circa un’ora anche gli altri tifosi che si erano attenuti alle disposizioni della polizia ceca, raduno in Old Town Square, il cuore della città vecchia di Praga, sono stati scortati sotto il monumento dell’eroe cecoslovacco.

SIMBOLO – La scelta della curva Nord non è stato certo causale. Jan Palach, infatti, è stato un patriota cecoslovacco divenuto simbolo della resistenza anti-sovietica del suo Paese. Nel tardo pomeriggio del 16 gennaio 1969 Jan Palach si recò in piazza San Venceslao, al centro di Praga – scrive ilMessaggero – e si fermò ai piedi della scalinata del Museo Nazionale. Si cosparse il corpo di benzina e si appiccò il fuoco con un accendino. Rimase lucido durante i tre giorni di agonia. Ai medici disse d’aver preso a modello i monaci buddhisti del Vietnam. I tifosi appena giunti nel luogo dove è stato eretto un monumento alla sua memoria, gli hanno reso omaggio con un enorme striscione che recitava: «Quanto sangue sul selciato, quanto onore hai lasciato. Jan Palach presente». Poi il pensiero è andato subito alla partita. Cori e slogan. Appena il gruppone si è compattato, circa mille i presenti, è stato esposto un altro stricione con la scritta «Avanti Lazio» messo in testa al lungo serpentone che li ha condotti i laziali al Letná Stadion. Tranquillità è stata la parola d’ordine durante tutta la sfilata. Lo spettacolo offerto per le vie di Praga ha catalizzato l’attenzione di turisti e cuoriosi. Un scolaresca di Aversa, in gita in Repubblica Ceca, si è fermata a fotografare la marcia dei laziali. La professoressa di Latino, incredula, chiede ad uno dei suoi alunni:«Chi sono questi ragazzi?». L’alunno, sorpreso, replica all’insegnante:«Davvero non li conosce? Sono gli ultras della Lazio». Dai megafoni è stato più volte ripetuto che durante la marcia non bisognava assolutamente lanciare petardi o accendere fumogeni. L’annuncio è stato fatto in diverse lingue visto che insieme ai laziali c’erano anche I tifosi del Levski Sofia e del Wisla Cracovia, entrambi gemellati con i biancocelesti.

ARRIVO E INGRESSO – Giunti in prossimità della Generali Arena un gruppo di tifosi cechi ha tentato di venire a contatto con il serpente biancoceleste, ma l’organizzazione delle forze dell’ordine ha permesso che tutto filasse liscio. Solo un reciproco scambio di insulti, quindi. Nulla di più. Appena giunti allo stadio, dopo i classici controlli, sono stati fatti entrare senza nessun problema. Praticamente pieno il settore ospiti. Una vera e propria invasione, pacifica e passionale. L’amore dei 1700 ha accesso lo spicchio capitolino della Generali Arena, ammutolendo il resto degli spettatori. Le partite europee hanno sempre un fascino particolare e il tifoso ha risposto presente, ancora una volta. Lontano da Roma, lontano dall’Olimpico e dalle barriere, la gente laziale ha fatto vibrare i seggiolini del Letnà. «Voglio andare a vincere in Europa» è il coro più gettonato. Da brividi anche la risposta dei tifosi dello Sparta che hanno inscenato una bellissima coreografia.

Cittaceleste.it

 

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