TORINO vs LAZIO – Nel gelo più assoluto, regna sovrana la confusione.

TORINO vs LAZIO – Nel gelo più assoluto, regna sovrana la confusione.

TORINO – La temperatura non aiuta, lo spettacolo in mezzo al campo nemmeno a parlarne. Tanti discorsi in settimana, colloqui, strigliate, consigli e indicazioni. Natale si avvicina e anche Petkovic prepara le sorprese, fuori Novaretti, Ledesma e Floccari, dentro dal primo minuto Dias, Biglia e Perea. La Lazio da l’illusione…

TORINO – La temperatura non aiuta, lo spettacolo in mezzo al campo nemmeno a parlarne. Tanti discorsi in settimana, colloqui, strigliate, consigli e indicazioni. Natale si avvicina e anche Petkovic prepara le sorprese, fuori Novaretti, Ledesma e Floccari, dentro dal primo minuto Dias, Biglia e Perea. La Lazio da l’illusione di entrare col piglio giusto, complice però anche l’atteggiamento di un Torino, sornione pronto a ripartire. Un appannato Alessio Cerci risparmia Bruno Pereirinha ad eventuali figuracce, ma è attivo, eccome D’Ambrosio che propizia il gol di Glik. Una dormita generale della difesa biancoceleste, con guanciali sparsi nell’area di rigore e tappeto rosso per il gol del polacco. Ed ecco la reazione, ma quale? Subito lo svantaggio, la Lazio non trova la forza per rendersi pericolosa. Petkovic sbraccia a bordo campo, parlotta un po’ con Pereirinha (il destino degli esterni al fianco della panchina) e poi decide di cambiare qualcosa, anche per aiutare un scombussolato Biglia perso nei meandri del centrocampo. Hernanes più avanzato, Onazi a dare una mano proprio al nazionale argentino, ma la musica non cambia. Sarà il freddo a ghiacciare i piedi dei biancocelesti, ma tutti i calci di punizione e i calci d’angolo vengono malamente sprecati. E il Toro è sempre in vantaggio. Petkovic allora nella ripresa si affida al giovane Keita che da sinistra a destra prova a svariare e a dare personalità ad una squadra priva di un’identità, lui che ha 18 anni. Magicamente l’ex Barcellona riesce a puntare e saltare gli avversari e addirittura ad alzare un pallone da corner. Banalità? Assolutamente no, nella Lazio di oggi è oro colato anche questo. Hernanes si scuote con un tiro da fuori, Biglia prova ad imitarlo ma sbatte sul muro granata e Cana salta in aria nel tentativo di dare forza al suo destro che si perde per le strade di Torino. La classe non è acqua.

 

E a proposito di talento, se c’è, è ancora opaco quello di Biglia che lascia il posto a Floccari per una Lazio più offensiva, per così dire… e un 3-4-3 con Lulic e Candreva a spingere sulle fasce. Non cambia nulla, aumentano anzi le ripartenze del Toro, sempre più sornione che si coccola il vantaggio, maturato con il minimo sforzo e spreca malamente con Cerci l’occasione di chiudere i giochi. Il teatrino di Ventura a bordo campo, sarebbe degno copione per un nuovo film di Natale. Mentre per una commedia ancor più divertente, da sottolineare la serie di colpi di tacco casuali di Lulic e Cana come simbolo di una confusione che regna sovrana. Riappare a bordo campo Petkovic, scomparso per qualche minuto risucchiato dalla panchina. Ma il bosniaco non ha nemmeno più la forza di sbracciare. E con loro, anche i tifosi biancocelesti, assiderati dal freddo di Torino e da una Lazio ormai irriconoscibile.

Cittaceleste.it

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