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ROMA - La sua avventura americana è durata una sola stagione, una parentesi nella lunga carriera di calciatore. Approdato ai canadesi del Montreal Impact (insieme a Nesta e Di Vaio), un brutto infortunio l'ha costretto al ritiro anzitempo. Adesso però, Bernardo Corradi, sta bene ed è tornato nella sua abitazione romana. Si diletta con partite di calciotto tra ex-compagni, tutti laziali, come Giannichedda e Favalli, mentre segue un corso da procuratore sportivo. L'ex-attaccante biancoceleste, che con la Lazio ha vinto una coppa Italia, si è concesso ai nostri microfoni in una lunga intervista:

Corradi nell'MLS. Che scelta è stata?

"E' stata un'esperienza nata molto per caso, forse non era neanche predisposto per un'esperienza del genere. Si è paventata questa possibilità e, sinceramente, tra andare a giocare in una squadra di B o una di basso livello in Serie A, e fare un'esperienza all'estero che potesse coinvolgere tutta la mia famiglia, ho ritenuto opportuno optare per la seconda. L'ho fatto al di là degli aspetti economici, perchè nell' MLS c'è un salary cup che va rispettato"

Qual'è il bilancio al di là dell'infortunio?

"Mi sono trovato bene, ho arricchito le mie conoscenze e ho trovato uno sport in grande svilluppo. Il calcio è molto diverso dal nostro, c'è una forte influenza anglosassone: dagli allenamenti al tipo di approccio all'attività sportiva. Ci sono grandissime lacune, secondo me, dal punto di vista tattico, ma sono cose normali per chi è in fase di crescita. Ci sarà tempo per imparare quello che noi abbiamo insegnato per anni, anche se adesso va di moda dire che il calcio italiano è in crisi".

A uale categoria paragoneresti il livello calcistico americano?

"La preparazione fisica è eccellente, ma ripeto, dal punto di vista tattico lasciano a desiderare. Secondo me una buona squadra di B italiana, messa bene in campo, riuscirebbe a fre una buonissima figura nel campionato MLS".

Nel Montreal hai ritrovato due grandi laziali, come Nesta e Di Vaio. Mai parlato di Lazio?

"Purtroppo io li ho vissuti poco, perchè quando sono arrivati loro io mi son o fatto male e sono tornato in Italia. Però è capitato di incontrarci, di parlare del campionato italiano e di Lazio. Normale, perchè Nesta è stato una grande bandiera biancoceleste e capitano per tanti anni, mentre Di vaio ci è cresciuto e sono entrambi molto legati a questi colori".

E tu invece?

"Io dei tre sono quello che, dal punto di vista del tempo, ci ha giocato meno. però a Roma ho vissuto una parte importante della mia carriera che della stessa storia della Lazio. Perchè io c'ero nella fase conclusiva di un'epoca che aveva visto la Lazio nel suo massimo splendore, dove Cragnotti aveva portato grandi campioni che la gente ha avuto la fortuna di vedere allo stadio".

Hai un ricordo particolare di quegli anni?

"Mi ricordo l'anno in cui ci trovammo senza una società e un presidente, quando si decise di non fare la cena di Natale. Allora noi giocatori decidemmo di finanziare l'evento, invitando tutto lo staff, inclusi magazzinieri e segretari. La cena fu fatta lo stesso ed è stata una bella cosa. Dividemmo la spesa del ristorante tra di noi, solo mister Mancini ebbe la malaugurata idea di pagare le bevande, e alla fine pagò più di noi tutti insieme!"

Lazio-Inter, che partita sarà?

"La Lazio con le grandi fa meno fatica che con le piccole. Sarà un partita che si giocherà a viso aperto. l'Inter è una squadra ben messa in campo, mi piace molto il suo allenatore. certamente sarà una partita da vedere".

Che idea ti sei fatto di Vladimir Petkovic?

"La sua qualità migliore è stata quella di sapersi adattare il più velocemente possibile nel nostro campionato, e, per un tecnico che arriva da fuori, non è facile riuscire ad entrare nei meccanismi. Tanto più nella Lazio, che è una piazza che mette pressione con un seguito importante. Lui è stato bravo in questo, al di là degli aspetti tecnico-tattici che, non avendo mai partecipato ai suoi allenamenti, non posso giudicare".

Kozak viene spesso criticato. Ha caratteristiche fisiche simili alle tue, cosa ne pensi?

"E' un giocatore che secondo me, fa fatica a giocare spalle alla porta. Da lui ti aspetteresti un apporto diverso, ma lui è molto più efficace nell'area di rigore che nel gioco di squadra. Se uno come lui sbaglia qualche occasione, è più evidente e perde di efficacia. Ha bisogno di giocare con un altro attaccante che lo accompagni, altrimenti da unica punta va in difficoltà. Intanto però, deve continuare a migliorarsi come ha fatto fin ora".

Che obiettivi si può porre la Lazio di quest'anno?

"Secondo me è una buonissima squadra, ben allestita, che può giocarsela per uno dei primi quattro posti. Anche perchè Juventus e Inter hanno qualcosa in più, arrivare in champions sarebbe un grande traguardo".



Francesco Pagliaro

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