2013: Al via la Petko-Mania!

2013: Al via la Petko-Mania!

ROMA – Quello che sta per concludersi è un anno da incorniciare per Vladimir Petkovic. Il sergente bosniaco, arrivato tra lo scetticismo generale, ha portato un vento di ottimismo e, soprattutto, i risultati in casa biancoceleste. Nella scorsa stagione ha traghettato il Sion verso una salvezza insperata e a giugno…

ROMA – Quello che sta per concludersi è un anno da incorniciare per Vladimir Petkovic. Il sergente bosniaco, arrivato tra lo scetticismo generale, ha portato un vento di ottimismo e, soprattutto, i risultati in casa biancoceleste. Nella scorsa stagione ha traghettato il Sion verso una salvezza insperata e a giugno è arrivata la chiamata della Lazio, che lo ha catapultato in una dimensione diversa e non poco facile come quella di Roma. Lui ha risposto presente. Ha ascoltato i suoi giocatori, ha cercato di piazzarli nel ruolo più consono e ha dato alla compagine capitolina una fisionomia di gioco che, negli ultimi anni sembrava smarrita. Un modulo atipico, con una sola punta e due esterni-trequartisti ad affiancarla. Un gioco veloce, offensivo e frizzante che, comunque, non trascura mai la fase difensiva. Una Lazio coperta, che non concede mai nulla, una Lazio bella da vedere. Ed è proprio questa la vera rivoluzione del generale Petko. La Lazio è finalmente bella da vedere, imprevedibile, è una squadra che diverte e si diverte, mostrando a tratti un gioco davvero spumeggiante e innovativo che fa sgranare gli occhi. E la mano di Petkovic è fin troppo evidente. La Lazio è bella e concreta e i risultati si sono visti eccome. Sotto l’albero di Natale c’è un secondo posto dietro alla Juve Campione d’Italia, un regalo tanto apprezzato dai tifosi laziali. Lui, con la sua calma glaciale ma nel contempo, con la sua personalità e con il grande carisma  ha donato ai suoi uomini la sicurezza e la consapevolezza di potersela giocare contro qualsiasi avversario. Il nuovo exploit di Hernanes, la facilità ad andare in gol e le prestigiose vittorie contro le grandi sono solo il biglietto da visita del tecnico bosniaco. Un 2012 felice, pieno di soddisfazioni e una conferma: la Lazio vuole provarci. I biancocelesti affronteranno il 2013 partendo da un secondo posto da tenersi ben stretto e una sfida di Europa League da vincere per continuare un brillante cammino europeo. Tutti uniti, tutti con Vlado per centrare gli obiettivi che da due anni svaniscono in extremis. Il sergente Petko si gode i suoi trionfi e si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Non è facile arrivare in una piazza come Roma e convincere in così poco tempo. Non era facile mettere a tacere così velocemente tutti i suoi detrattori. Non era facile far ricredere tutti coloro che ad agosto lo apostrofavano “Petko chi?”. Eppure, da ‘sconosciuto che non arriva al panettone’ il bosniaco si è ritagliato il ruolo di ‘beniamino dei tifosi’. L’allenatore ha stupito davvero tutti. E se nelle imminenti gare, la Lazio saprà sfatare il tabù del dopo-Natale, ci sarà da divertirsi. Intanto Vlado, se dovesse centrare anche la vittoria contro il Cagliari, viaggerà alla media punti di un certo Sven Goran Eriksson. Già, questa è la novità: Petkovic ha messo nel mirino lo svedese. L’allenatore bosniaco, dopo aver espugnato Marassi battendo la Sampdoria e stabilito il record di punti nella gestione Lotito, vuole eguagliare il primato storico del girone d’andata che appartiene all’uomo di Torsby, stabilito nel 1999-2000. Obiettivo niente male per lo “sconosciuto Petko…chi?” Perché, facendo tutti gli scongiuri del caso, battendo la squadra sarda, la Lazio si attesterebbe a quota 39. Un record che obbliga a sognare ad occhi aperti. Quello segnato dai biancocelesti è un cammino da zona Champions. Le cifre dell’anno solare sono da grande squadra: in 27 partite la Lazio ha collezionato 17 vittorie, 4 sconfitte e 6 pareggi. Senza trascurare l’altro super record europeo: in EL gli aquilotti hanno centrato il 1° posto nel girone, collezionando 12 punti. Tra Petkovic e il popolo laziale è stato amore a prima vista, un rapporto che si è consolidando nel tempo. Non passa domenica senza che dalla curva si inneggi al suo nome: “P-e-t-k-o-v-i-c la la la”. Lui alza lo sguardo verso quella fetta di stadio, ancora incredulo, con sguardo disincantato e ringrazia.  Per trovare altri esempi di questo tipo bisogna risalire a Eriksson e, più lontano nel tempo, a Maestrelli. “Vladimir uno di noi”, uno della curva. Il tecnico nato a Sarajevo piace al popolo laziale per i suoi modi gentili, per la mentalità e la forte convinzione che sta dando alla squadra. Petkovic piace perché, prima di ogni grande sfida, invita gli avversari a temere la sua Lazio. Piace il suo sguardo fiero,  la sua caparbietà e il grande coraggio di giocarsela con chiunque a viso aperto. E se l’accostamento ad Eriksson qualche tempo fa, sarebbe risultato fin troppo azzardato, forse anche un pò assurdo, oggi tutti sembrano convenire sul fatto che di punti in comune i due tecnici ne hanno eccome. Bella presenza, calma serafica, la facilità ad avere un ascendente sui suoi giocatori e saper comunicare con i lori cuori. La capacità di saper ascoltare le loro esigenze. Valorizzando i singoli, tutta la squadra ne trarrà beneficio: e questo mister Petkovic l’ha capito. Per informazioni chiedere a Hernanes, completamente rigenerato dalla sua cura. Stasera arriva il Cagliari, c’è un nuovo record da centrare e quel Sven-Goran Eriksson da emulare.

Ramona Marconi

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