263 volte Miroslav Klose..

263 volte Miroslav Klose..

Povero Von Bergen, quella finta di corpo era un agguato. Uno stop dolce, di petto, e un tocco chirurgico. Tremendo, segna da dodici anni senza sosta, in tutto il mondo. Mister gol è Klose, Scarpa d’oro di diritto: 263 reti in carriera, 148 nei campionati nazionali, 22 nelle Coppe nazionali,…

Povero Von Bergen, quella finta di corpo era un agguato. Uno stop dolce, di petto, e un tocco chirurgico. Tremendo, segna da dodici anni senza sosta, in tutto il mondo. Mister gol è Klose, Scarpa d’oro di diritto: 263 reti in carriera, 148 nei campionati nazionali, 22 nelle Coppe nazionali, 29 nelle Coppe internazionali, 64 con la Germania. Sua maestà è Miro, predatore e cannoniere dalla nascita. In maglia laziale vanta una media gol strabiliante: 19 firme in 38 gare. Fa centro una volta ogni due uscite, poco? Con lui i pomeriggi sono fantastici e le notti diventano magiche. Piace alla gente che piace, non piace ai difensori. Ha compiuto 34 anni, ne ha visti sfilare tanti davanti. E’ sfuggito a controlli di ogni tipo, ai radar di marcatori grandi e grossi, di varie misure, di stampo antico e moderno, non ha avuto problemi a schiacciarli e infilarli. I Mondiali, gli Europei, la Champions League, l’Uefa e l’Europa League, le Coppe di Lega e le Supercoppe varie, la Bundesliga e la Serie A: Miro Klose ha segnato ovunque e comunque. Scatti, affondi, cariche devastanti sotto porta, appostamenti sornioni. E’ reattivo e ficcante, lo è oggi come ieri, lo è a 34 anni suonati così come lo era a 20.

L’AVVIO – Decadente a chi? Matrice tedesca, ha geni di ferro, è nato per fare gol. E’ re e torre, da solo è capace di dare scacco matto alla concorrenza. Klose conosce l’elisir di giovinezza e di prolificità. L’anno scorso, prima avventura italiana, arrivò a quota 13 gol in campionato e 3 li rifilò in Europa League. Quest’anno ne ha già collezionati 3 in 3 gare ufficiali tra Europa e campionato: uno al Mura (match d’andata), due al Palermo, è rimasto a secco (per poco) solo a Bergamo contro l’Atlanta. Un anno fa iniziò lo show: mandò gambe all’aria Nesta, Abbiati e il Milan, si presentò così in serie A, firmando un capolavoro. Iniziò armando il sinistro, si scatenò coi piedi e di testa, schienando Cesena, Fiorentina, Roma (all’andata), Catania, Cagliari, Lecce (due volte), Udinese, Atalanta, Chievo (due volte) e di nuovo la Fiorentina. Si fermò il 26 febbraio, finì ko per un infortunio muscolare. La Lazio perse Klose e fallì l’aggancio alla Champions. La collezione europea comprende le reti al Rabotnicki (nei preliminari), allo Sporting Lisbona e all’Atletico Madrid (nel match di andata).

LA SFIDA – Più segna, più ne ha voglia, è un vizio. La doppietta rifilata al Palermo è la terza “italiana”. Miro, mister gol, non ha mai perso smalto, quando s’è fermato è successo perché al Bayern non trovava più spazio, l’avevano relegato in panchina. Oppure perché è andato incontro a problemi fisici, anche lui è fatto di carne. Sedici gol nel primo anno laziale, proverà a ripetersi e a superarsi: «Ci proverò, ma per me non è importante superare i gol dello scorso anno, devo aiutare la squadra» , ha detto con l’umiltà innata che lo rappresenta.

L’IFFHS – La classe, il fair play, la personalità e la carriera. Il gol è Miro Klose, il bomber che l’Iffhs, la federazione internazionale di storia e statistica del calcio, ha consacrato tra i migliori attaccanti di questo secolo. Davanti a lui, secondo i dati diffusi nel marzo scorso, sè piazzato solo Drogba. L’istituto tenne conto dei gol segnati con le Nazionali nelle fasi finali dei tornei olimpici, della Coppa del Mondo e in tutte le altre manifestazioni internazionali affrontate con i club (non furono considerati i gol realizzati nei campionati nazionali). Klose tra i super cannonieri del ventunesimo secolo (periodo 2001-2011), ha messo piede in tre Mondiali e in tre Europei, punta la Coppa del Mondo 2014. «Se sto bene non temo la concorrenza» , ha detto col petto in fuori. E’ un bomber senza età e senza confini. Loew, il suo cittì, ha convocato solo lui come attaccante per le due sfide di qualificazione al Mondiale brasiliano. E’ unico, lunga vita a re Klose. «Ce l’abbiamo solo noi…» , canta la Nord. Beato chi ce l’ha.

Fonte: Daniele Rindone –  Il Corriere dello Sport

Roberto Maccarone – Cittaceleste.it

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