3-4-3: Prima da urlo e super Floccari

3-4-3: Prima da urlo e super Floccari

MARIBOR – Una Lazio inaspettata, una Lazio tutta nuova, una Lazio strepitosa. Primo posto nel girone J e una prestazione da incorniciare: missione compiuta oltre le più rosee aspettative. Petkovic ha trovato modo e occasione di riproporre un suo vecchio pallino tattico, il 3-4-3, l’ha fatto in una partita comunque…

MARIBOR – Una Lazio inaspettata, una Lazio tutta nuova, una Lazio strepitosa. Primo posto nel girone J e una prestazione da incorniciare: missione compiuta oltre le più rosee aspettative. Petkovic ha trovato modo e occasione di riproporre un suo vecchio pallino tattico, il 3-4-3, l’ha fatto in una partita comunque importante, dando fiducia a chi fin ora ha giocato meno. Alcune scelte dettate dagli infortuni, altre in linea con una ragionevole politica di turnover, ma tutti hanno risposto alla grande. A partire da Kozak e Floccari, che rispondono alle voci di mercato, ma anche a chi non li vorrebbe in grado di poter sostituire il divin Klose. 

3-4-3, prima da urlo – Il tecnico ha sorpreso tutti rispetto le idee tattiche della vigilia: fuori Scaloni dentro Radu, spazio ad Hernanes e Ledesma in panchina. Ha avanzato Cavanda e ed Ederson, affiancandoli rispettivamente, ai tre di centrocampo e alla coppia di attacco. Risultato: 3-4-3 con Hernanes e Onazi in cabina di regia, Lulic e Cavanda esterni, Ederson e Floccari ai lati di Libor Kozak. In difesa Radu si è mosso da centrale sinistro, con Cana mezzodestro e Ciani centrale), e l’ha fatto alla grande come fece vedere nel 3-5-2 di Reja. Il romeno fin dal suo ritorno, sta crescendo a dismisura come forma e rendimento, oggi ha ricevuto il giusto premio con il primo gol in maglia biancoceleste.

Partita senza storia – I gol sono stati quattro, potevano essere otto o più. La partenza della Lazio è stata al fulmicotone, contro un avversario certamente non insuperabile, ma il merito è quello di una dimostrazione di totale superiorità tecnica. Ci voleva, Klose potrà essere contento. La Lazio infatti non si è fermata all’ 1-0 di Kozak, autore di uno scavetto di applausi, dopo appena sedici minuti di gara e già diverse occasioni all’attivo. Non si è fermata al raddoppio di Stefan Radu al 33′, e neanche a Floccari è bastata la sola rete sul finale di primo tempo, a conclusione di un perfetto contropiede orchestrato da Hernanes e Ederson. La Lazio questa volta non si è fermata, e, l’attaccante calabrese, l’ha messo ben in evidenza con una doppietta. Stratosferico il secondo gol: palla ripresa a centrocampo, tre avversari saltati con tanto di tunnel finale, cocslusione sotto al sette.

Promozione totale, o quasi – L’unico neo, è forse quello di aver concesso qualcosina di troppo alla squadra slovena, che infine ha trovato il gol della bandiera dopo qualche bell’intervento di Bizzarri. Poco male, normale che senza Dias e Biava, con un modulo sperimentato in gara ufficiale per la prima volta assoluta, ci sia qualcosina de registrare. Dettagli. Con questa Lazio si può godere: L’attacco segna e il centrocampo gira che è una meraviglia. Il primato nel girone è stato conquistato tra gli applausi, senza dovere guardare al risultato del Tottenham, che ha vinto invano contro il Panathinaikos. Ora si torna a pensare al campionato e alla trasferta di Bologna, dove ci sono altri tre punti da conquistare: tre passi per continuare un altro cammino asfondo europeo: quello per raggiungere la Champions. Oppure Petkovic vuole di più?

Francesco Pagliaro

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