A Bergamo,Lazio SPETKACOLARE!

A Bergamo,Lazio SPETKACOLARE!

BERGAMO(Italia) – La Lazio fa il suo esordio in campionato con un 4-1-4-1 che ripropone una creatura, quella di Petkovic, ancora di difficile interpretazione. Il nuovo tecnico biancoceleste continua a plasmare le sue idee sui calciatori a disposizione muovendo le pedine singolarmente, come su una scacchiera. Finisce così per mandare…

BERGAMO(Italia) – La Lazio fa il suo esordio in campionato con un 4-1-4-1 che ripropone una creatura, quella di Petkovic, ancora di difficile interpretazione. Il nuovo tecnico biancoceleste continua a plasmare le sue idee sui calciatori a disposizione muovendo le pedine singolarmente, come su una scacchiera. Finisce così per mandare in panchina Cavanda, dentro Lulic, sulla linea di difesa. La Lazio ci mette circa 13 minuti per prendere le misure alla squadra bergamasca, che offre 10 lancette d’orologio di puro spettacolo. Maxi Moralez è indemoniato, e, al culmine delle sue giocate, cerca di sorprendere Marchetti sul primo palo. Grande la risposta del portiere della Lazio.

 

Sul miracolo dell’estremo difensore l’Atalanta si eclissa e lascia spazio agli uomini di Petkovic. Gli inserimenti senza palla la fanno da padrone, i biancocelesti giocano bene prendendo le misure agli avversari. Con compattezza ed idee chiare si arriva cosi alla rete di Hernanes, frutto di un’azione bellissima, che porta il brasiliano a centrare il bersaglio a porta vuota. Le occasioni fioccano, Mauri ha almeno altre due palle per raddoppiare ma non le sfrutta. Il gioco tanto voluto da Petkovic però si vede. Questo fa sorridere.

 

Si arriva così allo scadere della prima frazione di gioco con una Lazio che spende tanto dal punto di vista fisico, ma riesce, tranne in rarissime occasioni, a non farsi schiacciare neanche sui capovolgimenti di fronte. Marchetti deve tirar fuori un nuovo miracolo su un calcio piazzato, la punizione del solito Moralez, il più pericoloso dei suoi. Ma al duplice fischio di Gervasoni, Petkovic può essere soddisfatto.

 

La ripresa si apre con una Lazio ancora in controllo del match. Hernanes danza fra centrocampo e trequarti, Klose offre intelligenza, Mauri e Candreva i movimenti. Per Gonzalez e il Panzer, terminali offensivi di due azioni strepitose, la grande occasione di mettere in gol il raddoppio. Niente da fare, ma la mentalità della Lazio è quella giusta. La dimostrazione del dominio assoluto dei biancocelesti sta nell’esultanza del pubblico atalantino per l’errore di Konko che regala un angolo ai padroni di casa. Neanche fosse un gol.

 

I ritmi della squadra di Petkovic lentamente scemano e i bergamaschi salgono in cattedra. Marchetti è ancora strepitoso su Denis mentre Onazi e Cana entrano per cercare di dare sostanza ad un centrocampo in difficoltà. Schemi saltati nel finale, dentro Scaloni per difendere uno 0-1 prezioso. L’argentino fa anche passare 30 secondi con una bella proiezione offensiva solitaria. Petkovic si abbraccia con Manicone, e i 50 tifosi sugli spalti fanno altrettanto. Vittoria meritata per la formazione biancoceleste che, a partire da Marchetti, per finire a Klose ha dato la sensazione positiva di un gioco organizzato. Tutti sanno cosa fare. La Lazio potrebbe aver voltato definitivamente pagina. Dalla concretezza di Reja, allo spettacolo di Vlado. La metamorfosi è quasi completa. I biancocelesti, inoltre, hanno finalmente dato l’idea di una brillantezza fisica invisibile nelle ultime uscite. Si è accesa la luce. Una luce che viene dall’est.

Mirko Borghesi

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