A Torino è Petko-Bunker

A Torino è Petko-Bunker

TORINO – Juve e Lazio, reduci dalle rispettive iniezioni di fiducia contro Pescara e Roma, si affrontano allo Juventus Stadium con l’obiettivo dei tre punti. Due squadre che fanno dell’intensità e la ricerca del gioco le loro armi principali, per quello che è il big match della 13ima giornata. Petkovic,…

TORINO – Juve e Lazio, reduci dalle rispettive iniezioni di fiducia contro Pescara e Roma, si affrontano allo Juventus Stadium con l’obiettivo dei tre punti. Due squadre che fanno dell’intensità e la ricerca del gioco le loro armi principali, per quello che è il big match della 13ima giornata. Petkovic, privo di Lulic e Mauri squalificati, sceglie il tipico 4-1-4-1 inserendo Radu in difesa e Brocchi a centrocampo. Dall’altra parte Conte deve fare a meno di Pirlo e Vucinic, sostitutiti da Pogba e Giovinco senza variare l’assetto base del suo 3-5-2. Entrambi i tecnici si schierano con il miglior possibile undici a disposizone.

Partenza sparagnina – Pronti via però, dopo neanche venti minuti di gioco, la Lazio perde il suo terzo titolare, con Dias che abbandona il campo per infortunio: al suo posto entra Ciani. I pirmi dieci giri di lancette sono stati di marca juventina, poi l’undici laziale ha alzato il baricentro riequilibrando il match. Ma la dipartita del brasiliano sembra riportare l’ago della bialncia verso il piatto bianconero: Marchetti al 23′ si scalda le mani su mezzarovesciata di Giovinco. La Juve è arrembante, la Lazio si difende con solidità e partecipazione. Davanti però, Klose & compagni non riescono mai ad impensierire Buffon. Ci riesce, e bene, invece la squadra di casa, che con uno scatenato Giovinco sfiora ancora il vantaggio un paio di occasioni. Una Lazio che dalla mezz’ora in poi, non riesce quasi mai a ripartire, ma che contiene con discreta sicurezza il finale di primo tempo.

Petko-bunker – Ad inzio ripresa la Lazio cerca di presentarsi con maggior aggressività, ma la partita presto ripropone lo stesso canovaccio tattico della prima frazione di gara: è di nuovo Marchetti con un intervento miracoloso a salvare il risultato. Vladimir Petkovic pensa ad un cambio, per alleggerire la pressione ed aumentare il tasso tecnico dell’undici laziale. La scelta ricade su Ederson al 55′, che rileva un Cristian Brocchi stremato, andandosi a posizione sulla sinistra, con Candreva a destra e Gonzalez nel mezzo con Hernanes. La sensazione è quella del cambio giusto, il match si fa ancora più vibrante e la manovra laziale è ora più continua. Gli avversari in effetti arretrano, ma solo per riprendere slancio di lì a poco: la traversa di Bonucci ricorda alla Lazio quanto sia prezioso il pareggio. Allora la squadra di Petkovic si chiude a riccio, Kozak rileva Klose per le ultime sportellate, l’inerminabile sofferenza fnale. Sono cinque i minuti di recupero decretati dal direttore di gara, che la Lazio sfrutta con astuzia e spirito di sacrificio. Al 95′ è 0-0: esame di laurea superato?

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