Abbonati, per la Lazio -25%..

Abbonati, per la Lazio -25%..

Chiamiamolo effetto crisi. Oppure chiamiamolo effetto pay-tv. A prescindere dalla spiegazione che si vuole dare, la realtà è che allo stadio si va sempre meno. Dal 1992 ad oggi il numero totale degli abbonamenti delle squadre di Serie A è in costante calo. Gli italiani preferiscono tifare le loro squadre…

Chiamiamolo effetto crisi. Oppure chiamiamolo effetto pay-tv. A prescindere dalla spiegazione che si vuole dare, la realtà è che allo stadio si va sempre meno. Dal 1992 ad oggi il numero totale degli abbonamenti delle squadre di Serie A è in costante calo. Gli italiani preferiscono tifare le loro squadre direttamente da casa. Comodità a parte, influisce molto anche la componente economica. Le televisioni a pagamento offrono a prezzi convenienti la possibilità di gustarsi l’intero campionato in poltrona. Pesa, e non poco, anche l’arretratezza degli stadi italiani rispetto al resto d’Europa. Vecchi, scomodi, insicuri e con una visuale che il più delle volte lascia a desiderare.

LE ECCEZIONI –  Non a caso una delle poche società che segni un importante incremento del numero di abbonamenti venduti è la Juventus, che ha saputo aprire una nuova frontiera. Nonostante l’aumento dei prezzi imposto dalla società bianconera, le 27.400 tessere a disposizione sono andate tutte esaurite. Entusiasmo da scudetto, oltre che merito dello Juventus Stadium. Il passaggio dall’Olimpico al nuovo impianto aveva fatto segnare un’impennata nell’affluenza di pubblico già la scorsa stagione. Quest’anno i posti a disposizione per la vendita libera saranno ancora meno. Ancor più positiva è la situazione della Roma. La Zeman-mania ha invaso il lato giallorosso della Capitale: a oggi sono 23.000 gli abbonamenti venduti. Già ampiamente superata la quota di 18.400 relativa alla passata stagione. Segno di un entusiasmo ritrovato. Nonostante le cessioni eccellenti, sono positivi anche i numeri dell’Udinese. I friulani, complice la partecipazione ai preliminari di Champions League, fanno registrare dati incoraggianti che contrastano con il trend generale di quasi tutte le altre squadre di Serie A.

IN CALO – L’Inter fa segnare un calo consistente: 3.000 tessere in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Sarà perché gli affezionati del Triplete hanno mal digerito l’epurazione dei campioni, o forse perché i nuovi acquisti non sono giudicati all’altezza di chi è andato via, ma le previsioni non sembrano poter riconfermare i dati del 2011. Nessuna comunicazione ufficiale dal Milan, ma le stime indicano un calo rispetto al corrispondente periodo della passata stagione. Le cessioni di Ibra e Thiago Silva non saranno state di certo un incentivo. Un dato certo è che anche al momento dell’illusoria conferma del difensore brasiliano, le vendite andavano a rilento. Pesantemente in calo anche le vendite delle tessere di Lazio e Napoli. La società biancoceleste ha chiuso la fase di prelazione riservata ai vecchi abbonati con un calo del 25% rispetto alla scorsa stagione. Poca fiducia quindi nella nuova Lazio di Petkovic. Anche i detentori della Coppa Italia non fanno registrare dati confortanti. Il club di De Laurentiis, forse a causa della cessione di Lavezzi, accusa una perdita di circa 2.500 tessere. Negativa anche la situazione del Genoa: ad oggi 5.000 vecchi abbonati non hanno confermato il proprio posto. Discorso a parte merita la Fiorentina. La società di Della Valle fa registrare un incremento degli abbonamenti, grazie anche a uno sconto del 25% sulle prelazioni dei vecchi abbonati. Ma la previsione finale non sembra essere migliore rispetto al dato conclusivo del 2011. In calo pure i dati del Parma. La società emiliana ad oggi ha staccato 1.500 abbonamenti in meno rispetto a luglio 2011.

STABILI – Sostanzialmente invariato invece il trend di Atalanta, Bologna, Catania e Siena che confermano i numeri della scorsa stagione.

Fonte: Mattia Bazzoni / Guido Casavola – Gazzetta.it

Rob.Mac. – Cittaceleste.it

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