Abete, lettera di scuse all’FA

Abete, lettera di scuse all’FA

ROMA – L’onda d’urto della “bomba” mediatica esplosa prima a campo dei fiori, poi reinnescata con una facile associazione con i cori di ieri sera all’Olimpico, sta colpendo duro l’immagine della Lazio, e non solo. C’è chi, come il presidente della FIGC Giancarlo Abete, sente di dover difendere il buon…

ROMA – L’onda d’urto della “bomba” mediatica esplosa prima a campo dei fiori, poi reinnescata con una facile associazione con i cori di ieri sera all’Olimpico, sta colpendo duro l’immagine della Lazio, e non solo. C’è chi, come il presidente della FIGC Giancarlo Abete, sente di dover difendere il buon nome dell’Italia, del calcio nostrano e della città di Roma. Lo fa attraverso una lettera aperta alla Federcalcio Inglese: “Ancora una volta purtroppo il calcio è stato l’occasione per un gruppo di delinquenti di dare sfogo alla propria follia razzista e antisemita dato che è stato indiscutibilmente questo il movente di un’aggressione che danneggia l’immagine del nostro calcio e non corrisponde alla tradizione di ospitalità e accoglienza della città di Roma. Ho già avuto modo di esprimere pubblicamente, insieme alle autorità politiche e cittadine, la mia ferma condanna e il mio sdegno personale e istituzionale per i fatti accaduti e La prego di porgere le nostre scuse all’intera tifoseria del Tottenham e, in particolare, alle famiglie delle persone coinvolte. Seguirò con attenzione gli sviluppi delle indagini e rimango fin d’ora a disposizione per qualsiasi approfondimento fosse necessario e per ogni eventuale esigenza”. Una lettera che fa il palio con le dichiarazioni rilasciate ieri in merito all’episodio dell’aggressione al noto pub: “L’aggressione ai danni dei tifosi del Tottenham è un atto di inqualificabile violenza. La Federcalcio esprime la più ferma condanna per l’accaduto e la propria solidarietà ai tifosi vittime di tale violenza con il fortissimo auspicio che, grazie all’opera sempre professionale delle Forze dell’Ordine, sia possibile individuare e punire nella maniera più severa i colpevoli”.

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