ACCADDE OGGI – Auguri a Bruno Giordano!!!

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1956 Nasce a Roma Bruno Giordano Bruno Giordano nasce a Roma il 13 agosto 1956 nello storico quartiere di Trastevere, in Vicolo del Cinque, dove, da bambino, passa le giornate a giocare a pallone fra vicoli, piazze e l’oratorio di Don Orione. L’esordio con rete a Marassi Tra le persone…

1956 Nasce a Roma Bruno Giordano

Bruno Giordano nasce a Roma il 13 agosto 1956 nello storico quartiere di Trastevere, in Vicolo del Cinque, dove, da bambino, passa le giornate a giocare a pallone fra vicoli, piazze e l’oratorio di Don Orione. 

L’esordio con rete a Marassi

Tra le persone che si accorgono di lui c’è anche Tommaso Maestrelli che più di una volta lo segue personalmente nelle gare dellaPrimavera ed è pronto a convocarlo in prima squadra per la stagione 1975/76, ma la malattia del Maestro sconvolge questo piano. Fortunatamente è Giulio Corsini, il nuovo allenatore, a portarlo in ritiro ed a lanciarlo nelle prime gare di Coppa Italia al posto di unChinaglia rimasto negli States per cercare di essere ceduto ai Cosmos New York. E’ proprio questa assenza che gli spiana la strada verso la prima squadra e, viste le ottime prove, Corsini lo sceglie per far coppia con Chinaglia rientrato nel frattempo e controvoglia nei ranghi, nella prima partita di campionato contro la Sampdoria.

E’ il 5 ottobre 1975 quando Giordano esordisce in Serie A. E miglior esordio non può essere perchè, a tempo scaduto, è proprio una sua rete a regalare la vittoria insperata ai biancocelesti. Il giovanotto, vedendo la rete gonfiarsi scoppia in pianto, incredulo. Il giorno dopo i giornali sono tutti per lui. Viene confermato anche per la partita successiva contro l’Inter, ma deve lasciare il campo al 39′ per un infortunio muscolare. Rientra alla 4^ giornata contro il Perugia ed al 64′ segna il suo secondo goal in 3 presenze in A. Niente male per un ragazzo alla prima esperienza nella massima serie.

Le cose a livello di squadra, però, non vanno bene. Corsini viene esonerato e Maestrelli torna sulla panchina biancazzurra. Il cambio sulla panchina non giova però al trasteverino che scivola nelle retrovie della squadra, preferito ad altri giocatori che però non convincono nessuno.

Al posto di Chinaglia

Il nome di Giordano riappare così sui taccuini alla 26^ giornata quando siede in panchina a Cesena col numero 14 ma non entrerà in campo. La domenica seguente 25 aprile 1976 si replica e vede giocare al suo idolo Chinaglia l’ultima gara ufficiale in maglia biancazzurra.Maestrelli, che non voleva bruciare il giovane attaccante, non disponendo di una punta centrale, giocoforza affidò a lui la maglia numero 9. La Lazio era con un piede e mezzo in Serie B e giusto un miracolo poteva salvarla. A Firenze contro i Viola, la Lazio perse per 4-3 con onore e Giordano aveva segnato ancora.

Ora c’era la decisiva e proibitiva gara con il Milan. Maestrelli schiera l’asse Re Cecconi, Giordano, D’Amico e Antonio Lopez, e la Laziodilaga per 4-0, con ancora una rete (la seconda) del trasteverino. Tutto si decide a Como il 16 maggio e quando la Lazio è sotto di due reti a zero, tutto sembra ormai compromesso. Ma è proprio il ragazzo con il numero 9 a dimezzare lo svantaggio. La Lazio poi pareggerà e si salverà, e avrà pure trovato un attaccante degno dei suoi predecessori. Umberto Lenzini, ancora amareggiato per la fuga di Long John, blinda subito il ragazzo e rifiuta le offerte da parte dell’Inter e del Torino ritenendolo incedibile. Giordano intanto si rifugia nella sua amata Ladispoli per passare le vacanze spensierate lontano dai clamori calcistici che ha iniziato ad assaporare. La nuova stagione si prospetta più difficile ma con il nuovo allenatore Vinicio l’intesa è già totale. Viene convocato nella Nazionale Under 21 dove disputa 5 partite.

La stagione 1976/77 vede una squadra rinnovata e più giovane con gli innesti di Lionello Manfredonia, Andrea Agostinelli e Fernando Viola. L’esperienza poi del “traditore giallorosso” Ciccio Cordova, arrivato alla Lazio dopo una lunga polemica per il suo passato da capitano dellaRoma porta nuove geometrie ed idee tattiche. Giordano ormai fa parte dei titolari e bagna la nuova stagione con una rete che non basterà ad evitare la sconfitta interna per 3-2 contro la Juventus. Una sua rete espugna Firenze alla seconda, poi nulla fino al giorno del derby di andata del 28 novembre 1976, quando regala l’ultima gioia a Maestrelli che ascolta, prima di entrare in coma, per radio la prodezza del centravanti che realizza una rete “impossibile” dalla linea di fondo. Quel derby lo consacra agli occhi dei tifosi. La sera viene intervistato dalla Domenica Sportiva ed in romanesco stretto spiega come è nata la rete. Il ragazzino sta per diventare un campione. Segna reti su reti fino ad arrivare a quota 10 goal che portano la Lazio ad un ottimo 5° posto finale ed alla qualificazione in Coppa UEFA.

Capocannoniere

Ormai è un attaccante affermato e si ripete anche nella stagione 1977/78. Il 2 ottobre 1977 gioca una delle gare più belle della sua carriera quando, grazie alla sua doppietta, la Lazio strapazza la Juventus per 3-0. Il secondo gol, un pallonetto stupendo, entra di diritto nella cineteca del calcio. La Lazio però ha perso un po’ di smalto ed il nuovo allenatore Bob Lovati deve faticare non poco per risollevarla. Alla fine arriva un ottavo posto e 12 sono le reti nel carniere. Gioca 5 partite (più un’altra convocazione) con 5 reti nella Nazional Under 21.

Le squadre italiane farebbero follie per averlo, ma Lenzini non cede e il bomber rimane alla Lazio anche se la squadra non è molto forte. E la stagione 1978/79 si rivela quella della consacrazione definitiva per Giordano che sfodera tutto il repertorio segnando di destro, di sinistro e di testa. L’inizio folgorante lo portò alla convocazione con una presenza nella Nazionale B ed a esordire in Nazionale il 5 dicembre 1978, in coppia con Paolo Rossi, entrando al posto di Francesco Graziani contro la Spagna.

La Lazio gioca per lui, il pubblico è affascinato da questo ragazzo che alla fine segnerà la bellezza di 19 reti laureandosi capocannoniere e vincendo il Premio Chevron Sportsman dell’anno. Gioca, da capitano, una partita con la nazionale Olimpica realizzando una doppietta. Il mondo del calcio lo applaude, la Juventus arriva ad offrire quasi 2 miliardi di lire per il suo cartellino, ma non c’è nulla da fare.

laziowiki.org

Sempre il 13 agosto…

1991 Perugia, – Perugia-Lazio 0-1

1993 La Coruna, stadio Riazor – Sao Paulo-Lazio 3-1

1994 Trofeo Internazionale Val D’Aosta 1994 – Triangolare con Torino ed Everton

2003 Roma, stadio Olimpico – Lazio-Benfica 3-1

2006 Lazio-Lazio Berretti 5-0

2009 Roma stadio Olimpico – Lazio-Osasuna 1-1 (5-4 d.c.r.)

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